Decine di morti a Gaza, 128 Paesi condannano il trasferimento dell’ambasciata USA

Gerusalemme-PIC. Lunedì gli USA hanno aperto la loro ambasciata a Gerusalemme, nonostante la diffusa condanna internazionale e la rabbia palestinese intensificata da mesi.

Questo è avvenuto quando circa un milione di Palestinesi marciavano lungo la barriera di confine, a est di Gaza, a pochi chilometri dalla Gerusalemme occupata. Finora decine di loro sono stati uccisi e centinaia feriti dai colpi israeliani.

Gli USA hanno deciso di trasferire la propria ambasciata in Israele a Gerusalemme nel 70° anniversario della Nakba, il giorno in cui oltre 760.000 Palestinesi furono espulsi dalle loro terre nel 1948.

Il numero di rifugiati palestinesi, sostituiti dai coloni israeliani, ha raggiunto i 6 milioni in tutto il mondo.

Dei 193 membri dell’Assemblea Generale dell’ONU, 128 Paesi si sono opposti alla decisione dell’ambasciata USA, compresi gli alleati USA come Francia e Gran Bretagna.

Israele occupò la parte est di Gerusalemme nel 1967 e, nel 1980, dichiarò la città santa, est e ovest, la capitale eterna di Israele, azione che la comunità internazionale si è rifiutata di riconoscere.

Circa 140 Palestinesi sono stati uccisi dalle forze dell’occupazione israeliana nelle pacifiche manifestazioni organizzate da quando il presidente USA Donald Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele nel dicembre 2017.

Nel corso della storia, Gerusalemme è stata distrutta due volte, assediata 23 volte, attaccata 52 volte e invasa e restaurata 44 volte. L’occupazione è sempre stata destinata a finire e i suoi veri proprietari a rimanere.

Traduzione per InfoPal di Edy Meroli

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