Il delizioso mango di Gaza: produzione e importazione abbondanti

Gaza – PIC. Il mango è tra i frutti estivi più apprezzati della Striscia di Gaza. Che sia locale o importato, quest’anno si trova a Gaza in grandi quantità.

La Striscia di Gaza ne produce solo l’8% del suo fabbisogno, vale a dire circa 365 tonnellate all’anno. Il restante 92% proviene da Israele, secondo quanto riportato nelle statistiche del ministero dell’Agricoltura di Gaza.

In più, da quando molti alberi di mango sono stati lasciati nella zona liberata di Nitsarim, gli agricoltori palestinesi hanno avuto la possibilità di coltivare decine di ettari di mango e produrne varietà nuove. Da qui deriva il picco di vendite di mango nei mercati della Striscia.

Produzione limitata.

La stagione della raccolta del mango nella Striscia di Gaza inizia verso la metà di luglio di ogni anno e dura soltanto tre mesi.

Mohammed an-Naqa, direttore del dipartimento di colture del ministero dell’Agricoltura, conferma che la piantagione di Nitsarim rimane la migliore di tutta la Striscia, data la sua lontananza dal mare e la qualità dei suoi terreni.

I terreni agricoli della Striscia di Gaza corrispondo a circa 40 ettari, aggiunge, di cui soltanto i due terzi danno realmente frutti.

Il mango è il frutto di un albero tropicale che necessita di temperature elevate e di acqua dolce; non ama troppo stare vicino al mare a causa del vapore e del sale.

La tenuta Sanabol.

L’azienda agricola Sanabol detiene le piantagioni di mango piantati nella zona di Nitsarim, a sud della città di Gaza.

Mohammed Joha, uno dei responsabili dell’azienda, conferma l’abbondanza della produzione di quest’anno.  In media ogni albero produce tra i 70 e 100 chilogrammi. Il prezzo può variare tra i 5 e 8 shekel, secondo le quantità vendute nei mercati.

Il piacere delle difficoltà.

Il calore è soffocante, l’aria è pesante, ma il giovane agricoltore Mohammed Hassan, 24 anni, canta continuando a raccogliere mango. Tanto più dura è la vita, tanto più essa è bella: è questa la filosofia da seguire.

Un corrispondente del PIC lo ha incontrato insieme all’operaio Brahim Abu Awid, 21 anni.  Quest’ultimo si asciuga la fronte e dice che lavora dalle sei del mattino, lasciando a casa la sua laurea in contabilità: è il mercato del lavoro ad imporlo.

La coltivazione del mango fa parte della cultura sociale della Striscia di Gaza. Nonostante la difficile situazione economica in cui riversa la Striscia di Gaza, dalla disoccupazione alla povertà, la gente destina una parte notevole delle proprie risorse all’acquisto di questo frutto esotico, per il suo sapore e la sua forma allettante, benché il suo prezzo resti piuttosto elevato.

Traduzione di Daniela Minieri

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