Deposizioni giurate delle torture subite dai minorenni palestinesi nelle carceri israeliane

Ramallah-PIC. La Commissione per i prigionieri e gli ex-prigionieri ha ricevuto gli affidavit (deposizioni scritte giurate) dei detenuti palestinesi, alcuni dei quali minorenni, che forniscono le prove di gravi torture e maltrattamenti nelle prigioni israeliane.

Il 14enne Yazen Abu Oudeh, detenuto a Ofer, ha dichiarato di essere stato rapito dalle forze sotto copertura il 27 luglio 2017, durante gli scontri scoppiati nei pressi del checkpoint di Beit El, a Ramallah. Un israeliano l’ha colpito alla testa con una pistola. Il ragazzino è stato poi condotto nell’avamposto coloniale di Benjamin.

Ha inoltre dichiarato che ha dovuto sopportare un pesante pestaggio da parte dei soldati israeliani durante il tragitto fino all’avamposto su una jeep militare, nella quale è stato costretto a rimanere al suolo. Gli israeliani gli hanno calpestato il collo con le loro calzature di pelle.

Il minorenne ha inoltre dichiarato di essere stato pestato durante l’interrogatorio per estorcergli una confessione.

Anche il 16enne Mohamed Taha, rapito il 21 luglio 2017 durante gli scontri a Hebron, ha dichiarato di essere stato sottoposto a trattamenti crudeli da parte dei soldati e di aver riportato gravi ferite alla testa e al braccio.

È stato poi trasferito all’ospedale di Hadassah per le cure, ma è stato riportato nel centro israeliano il giorno seguente.

Wadi’ al-Ghoul e Ezzedine Amarna, entrambi 17enni, hanno subito maltrattamenti durante tutta la fase d’interrogatorio nel penitenziario di al-Jalama. Dopodiché sono stati trasferiti nella prigione israeliana di Megiddo.

Traduzione di F.G.

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