Diniego di ingresso nei TPO per progetto teatrale

Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile redazione,

siamo Marco e Valentina di Anticamera Teatro.

Crediamo vi interessi sapere ciò che ci è accaduto qualche giorno fa all’aereoporto di Tel Aviv, dal quale ci saremmo recati nei Territori Occupati per continuare il progetto di teatro che portiamo avanti dal 2012. Come già capitato in passato purtroppo ad altri, ci è stato negato l’accesso per motivi legati alla prevenzione di immigrazione illegale. Abbiamo trascorso una notte in una squallida prigione per essere poi rispediti in Italia. 
Abbiamo inviato un report dettagliato al Consolato italiano a Gerusalemme, che ha seguito la vicenda (e dal quale non abbiamo ancora ricevuto nessun rimando), agli onorevoli e senatori delle commissioni degli Affari Esteri e ci stiamo attivando anche per diffondere la notizia sui canali di informazione.
Siamo consapevoli del fatto che è già successo a molte altre persone e purtroppo ancora succederà, ma crediamo che ognuno di noi debba agire in relazione alla propria esperienza e alle proprie possibilità e non accettare situazioni come questa, che fanno parte della strategia di isolamento politico e culturale della società palestinese da parte di Israele.
 
I punti principali che denunciamo, che crediamo sia utile mettere in evidenza, e sui quali in qualche modo si deve far leva della nostra “esperienza” (e presumibilmente di tante altre) sono:
  • motivazione scorretta del diniego. Non c’è stato nessun tentativo di immigrazione illegale, anche perché in un primo momento abbiamo ottenuto il visto d’ingresso. Ciò è servito a nascondere il vero motivo dell’espulsione che lo stato d’Israele preferisce non rendere publico, ossia che le persone non possono recarsi nei Territori Palestinesi.
  • non ci sono stati illustrati i nostri diritti, siamo stati reclusi senza nessuna possibilità di difesa, internati in una cella e privati di tutti i mezzi di comunicazione con l’esterno dalle 20:00 fino al nostro arrivo in Italia il giorno successivo alle 17:00, senza che nessuno potesse essere a conoscenza del nostro stato e delle nostre condizioni, nonostante l’intervento del Consolato Italiano a Gerusalemme.
  • Non potremo più tornare in Palestina perché non vi è nessun altro modo per entrare nella Cisgiordania, se non quello di passare attraverso i controlli israeliani presenti in tutti i posti di confine; problema a cui, per tutti i cittadini interessati ad andare in Palestina, non è mai stata diplomaticamente trovata nessuna risposta né soluzione.
Disponibili a qualsiasi chiarimento e/o forma di collaborazione, preghiamo di non divulgare tale materiale previo confronto sulle modalità.
 
Con la rabbia e la triestezza nel cuore, ma ancor più determinazione, vi mandiamo i nostri saluti.
 
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Marco Monfredini
Anticamera Teatro

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