Diplomazia e governo di Israele tentano di oscurare la verità sui palestinesi cristiani

Wattan. La rete televisiva americana CBS ha mandato in onda un servizio sulla difficile condizione dei palestinesi di fede cristiana in Palestina.

Il programma “60 Minutes” ha raccontato la politica israeliana dell’allontanamento dei palestinesi cristiani dalle proprie città, soprattutto da al-Quds (Gerusalemme) e da Betlemme.

Il giornalista Bob Simon ha smascherato l’intervento dell’ambasciatore israeliano negli Usa, Micheal Oren, responsabile di oscurare i contenuti del programma, attraverso un’opera di pressing, chiedendo aiuto anche al governo di Netanyahu.

L’ambasciatore Micheal Oren si è fatto promotore di una campagna per la smentita di quando emerge dal documentario di CBS, dal quale la condizione dei palestinesi cristiani è emersa in tutta la sua crudeltà: persecuzioni ed espulsioni, minacce e una vita infernale, i tentativi di Israele di dividerli dai palestinesi di fede musulmana.

Poco prima della programmazione televisiva, Oren aveva firmato un articolo su un Magazine americano nel quale descriveva una condizione di libertà religiosa in Israele decisamente improbabile, ai limiti dell’utopia.

L’intento di Oren era impedire la divulgazione del documentario e tamponare eventuali effetti sull’opinione pubblica statunitense, in particolar modo tra la comunità evangelica, tradizionalmente sostenitrice di Israele.

Per questo Oren si sarebbe affrettato a chiedere l’intervento del premier di Israele, Benjamin Netanyahu, il quale immediatamente ha chiesto un incontro con i leader religiosi cristiani palestinesi.

Riproponiamo qui una lettera che 80 leader cristiani rivolgevano proprio a Oren in occasione della Santa Paqsua, da poco trascorsa:

Di recente, l’ambasciatore israeliano negli Usa ha pubblicato un articolo sul Wall Street Journal sostenendo che Israele sia una società tollerante e aperta. L’ambasciatore Michael Oren ha addossato falsamente la colpa per l’emigrazione dei cristiani palestinesi a ipotetici estremismi. Simili dichiarazioni hanno prodotto l’indignazione di cristiani, ebrei e musulmani nel mondo, soprattutto della comunità di cristiani palestinesi, in rappresentanza dei quali, in modo audace, Michael Oren ha creduto di poter scrivere.

Così hanno risposto ad Oren 80 leader cristiani palestinesi.

Il suo tentativo di  addossare la responsabilitià per le difficili condizioni dei cristiani palestinesi sui nostri fratelli musulmani palestinesi è una vergognosa manipolazione atta ad occultare al mondo ciò che Israele fa nei nostri confronti e contro tutta la comunità. Dobbiamo sopportare l’oltraggio del suo governo ai danni dei nostri diritti naturali e fondamentali, come quello alla libertà di culto, e dobbiamo subire la politica israeliana delle espulsioni e della divisione della nostra comunità…Porre fine all’occupazione israeliana è l’unico modo perché i palestinesi – cristiani e musulmani – possano vivere in prosperità e progresso. La fine dell’occupazione israeliana della Palestina garantirà la nostra presenza cristiana su questa nostra Terra Santa.

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