Due Palestinesi prigionieri in Arabia Saudita sottoposti a processo politico

Riyadh-Quds Press. Il cittadino palestinese Abdel-Majed al-Khudari ha affermato che suo fratello Muhammad e il figlio Hani, detenuti in Arabia Saudita da oltre 10 mesi, dovranno presentarsi di fronte a un tribunale saudita senza conoscere le accuse a loro carico.

Al-Khudari ha dichiarato in un’intervista a Quds Press, martedì, che “siamo stati contattati dal tribunale penale di Riyadh, e abbiamo appreso che l’8 marzo si svolgerà un’udienza sul caso dell’arresto di ‘suo fratello e il figlio’.

“C’è un elenco dei nomi di 13 palestinesi e giordani che compariranno in tribunale con mio fratello e suo figlio lo stesso giorno senza che si conoscano le accuse contro di loro, perché non ve ne sono.

“Diversi avvocati sono stati contattati in Arabia Saudita per difendere mio fratello e suo figlio, ma ci hanno detto che non è garantito che potranno incontrarli e difenderli”.

Al-Khudari ha spiegato che suo fratello Muhammad, 81 anni, e suo figlio Hani, 49 anni, accademico all’Università Umm Al-Qura, sono stati arrestati il ​​4 aprile 2019 dal Servizio di sicurezza preventiva saudita, e si trovano nella prigione politica di Dhahban a Jeddah.

Al-Khudari ha rinnovato la sua richiesta alle autorità saudite di rilasciare immediatamente suo fratello e il figlio. Ha sottolineato che suo fratello, che vive in Arabia Saudita dal 1992, è anziano e ha il cancro al colon, e ha aggiunto che contro di lui non sono mai state registrate violazioni alla legge che possano richiedere tale “misura ingiusta nei suoi confronti”.

Il 9 settembre 2019, il Movimento di resistenza islamica, Hamas, rese noto l’arresto di al-Khudari e di suo figlio, affermando che era responsabile del “rapporto con il Regno da due decenni e aveva assunto posizioni al vertice nel movimento” e che il suo arresto è “parte di una campagna che ha preso di mira molti dei palestinesi residenti in Arabia Saudita”.
 
In una dichiarazione rilasciata il 6 settembre 2019, l’Osservatorio Euromediterraneo per i diritti umani (con sede a Ginevra) affermò che l’Arabia Saudita imprigiona 60 palestinesi, tra cui al-Khudari e suo figlio.

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