Esercitazioni militari israeliane su vasta scala. Simulazione conflitto con Iran e Siria.

 

Gaza – Pic. Le forze di occupazione sioniste stanno portando avanti manovre militari dal nome in codice “Punto di svolta 3”. Si tratta delle più grandi operazioni nella storia d’Israele.

Ieri, i media israeliani hanno riferito che le sirene d’allarme hanno suonato in tutti i territori palestinesi del 1948, nel quadro degli addestramenti sionisti per un eventuale attacco missilistico.

Le esercitazioni hanno compreso anche il ricovero di migliaia di israeliani nei rifugi, nel caso di attacco missilistico, e l'addestramento della Protezione Civile in stretto coordinamento con le forze di sicurezza.

È previsto che le esercitazioni continuino anche oggi. Esse simulano la caduta di missili nella zona del porto di Haifa e in altre aree dove sono situati impianti sensibili, oltre alla possibilità di attacchi contro obiettivi all'interno della Palestina occupata.

Domani, inoltre, la polizia israeliana effettuerà addestramenti per l'evacuazione delle persone che vivono in edifici alti, e per la repressione di ribellioni tra i cittadini palestinesi residenti in Israele.

Secondo i media israeliani, a gestire l'esercitazione, che durerà cinque giorni, sono il Generale Yair Golan, e il capo del cosiddetto “potere di emergenza nazionale” del ministero della Difesa, Zaif T. Ram.

Le esercitazioni hanno avuto iniziato ufficialmente con la settimanale riunione di gabinetto, domenica scorsa, che ha coinciso con l'apertura dei centri di emergenza nelle sedi dei ministeri sionisti, per l'addestramento ai diversi scenari di un'eventuale guerra su vasta scala nella regione.
Gli scenari possibili sono un conflitto tra l'entità sionista da una parte, e l'Iran e la Siria dall’altra, con la partecipazione di Hamas e di Hezbollah, che lanceranno razzi contro le colonie israeliane, dalla Striscia di Gaza e dal Libano.

“Minacce al mondo arabo-islamico”. Abu Obeida, portavoce delle brigate al-Qassam, ala militare del movimento di resistenza islamica, ha affermato che le manovre militari rappresentano un’implicita minaccia per tutti i paesi arabi, musulmani e regionali: “Il nemico sionista organizza grandi esercitazioni militari, mentre, allo stesso tempo, mente parlando di pace. In tutto ciò c’è una minaccia velata agli Stati arabi. E' uno schiaffo a quei paesi che continuano ancora a evocare l'iniziativa di pace araba, mentre il nemico si sta preparando alla guerra”.

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