Esercito e politici israeliani divisi sulla tregua a lungo termine con Gaza

MEMO. L’esercito israeliano ed i suoi funzionari politici sono divisi sul tema della tregua a lungo termine con le fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza occupata, come ha riportato Haaretz. 

Secondo Amos Harel, corrispondente del quotidiano su questioni della “difesa”, “il parere dei militari” è che Hamas “è preoccupato principalmente per le condizioni di vita insopportabili” nei territori assediati. 

L’esercito israeliano ha quindi “raccomandato che il governo consideri la reintroduzione di misure di sostegno a Gaza di vasta portata”. 

In particolare, l’esercito ritiene che Hamas “vuole un cessate il fuoco a lungo termine… condizionato al fatto che vengano avviati vari progetti di infrastrutture”.

Questi includono “il miglioramento della fornitura elettrica nella Striscia, la costruzione di un ospedale presso Erez , (Beit Hanoun) il potenziamento delle infrastrutture idriche e fognarie e l’inizio dei preparativi per il rilancio della zona industriale situata vicino al check-point di Karni”.

Il governo israeliano, però, non la pensa allo stesso modo dei funzionari militari, sia a causa dell’attuale paralisi politica che per le rigide posizioni assunte dai ministri su questo argomento. Per ora sono state adottate solo misure marginali – come l’estensione della zona di pesca consentita. 

Secondo l’analista israeliano Shlomi Eldar, nonostante le misure volte ad alleggerire il blocco su Gaza siano più che urgenti, “qualsiasi revoca delle restrizioni su Gaza dovrà attendere fino a dopo le prossime elezioni israeliane e la formazione di un nuovo governo”. 

“Israele sarà probabilmente impantanato in una situazione di stallo politico e nella paralisi per almeno i prossimi sei mesi. Hamas non aspetterà”, ha aggiunto Eldar. “Data la terribile situazione dei due milioni di residenti palestinesi dell’enclave… Gaza ha bisogno di molto più di 100 o 200 permessi di lavoro”.

Mentre Eldar sostiene che il ministro della Difesa israeliano Naftali Bennett faticherà ad adottare un tono più moderato, in base alla sua precedente affermazione sulla necessità di una soluzione “militare” nei confronti di Hamas e delle altre fazioni, Harel ha invece suggerito che Bennett si potrebbe adattare al punto di vista dell’esercito.

“In contrapposizione all’esercito, in questo caso, Bennett non utilizza la parola hasdara (adattamento) in maniera esplicita per evitare di dare l’impressione – fondata – che quello che sta avvenendo sia, a tutti gli effetti, un negoziato indiretto con Hamas”, scrive Harel. 

In aggiunta a ciò, Bennett ritiene anche che “Israele ha bisogno di rafforzare la sua azione di deterrenza contro Gaza mediante attacchi più massicci in risposta al lancio dei razzi”. 

Traduzione per InfoPal di Aisha Tiziana Bravi

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