Febbraio 2012: 145 attacchi israeliani contro persone e proprietà palestinesi

Ramallah – InfoPal. Un rapporto palestinese espone 145 aggressioni da parte israeliana (soldati d’occupazione e coloni) avvenuti nel mese di febbraio.
Gli attacchi sono da intendersi a persone e proprietà palestinesi e si menziona l’uccisione di Tala’at Ramiyah e il ferimento di 26 palestinesi.

Nel documento si mostra la portata di demolizioni e confische unilaterali, della terra deturpata, dell’ebraicizzazione di al-Quds (Gerusalemme), delle aggressioni ai manifestanti e dell’espansione delle colonie illegali di Israele.

Febbraio 2012

54 operazioni di demolizione. La metà delle demolizioni edilizie hanno investito al-Khalil (Hebron). Seguono Nablus, con 12, e stessa cifra è stata registrata a Gerusalemme e Toubas (case e stalle). Tre pozzi sono stati abbattuti dagli israeliani ad al-Khalil (Hebron) e uno a Jenin.

88 notifiche di demolizione, tra cui due contro moschee e una ai danni di una scuola (Hebron e Jenin).
Nello specifico, le demolizioni hanno colpito Hebron in 24 casi. Seguono i 22 fatti di Gerusalemme (Silwan, Sur Baher e Betania), 17 a Betlemme, 15 a Jenin, 8 a Salfit e 2 a Qalqiliya.

La terra palestinese confiscata con queste operazioni si estende su una superficie totale di 4.931 ettari.

Alberi sradicati: 1.169. I danni maggiori si sono registrati a Sourif e Beit Ummar, Tarmas’ia e Mikhmas.

 

 

Ebraicizzazione di Gerusalemme. Il progetto di ebraicizzazione è condotto senza distinzione da istituzioni, esecutivo (polizia ed esercito) e coloni israeliani e intende sfigurare, fino ad annientare, il carattere storico-religioso arabo islamico e cristiano della Palestina, per mezzo di demolizioni, espulsioni, pressione fiscale insostenibile sulla comunità palestinese gerosolimitana.

A tal proposito si elencano qui alcuni dei fatti più eclatanti risalenti a febbraio 2012:

– Si estende su circa 4mila metri quadrati un ambizioso progetto israeliano che minaccia la moschea di al-Aqsa. Israele intende costruire qui il centro ebraico “Bet Aliyà”;

– 1.500 metri quadrati andranno ad occupare il lato occidentale di Porta al-Mugharibah. Sul lato nord un edificio di tre piani si estenderà su 3.722 metri quadrati, con scavi per realizzare un piano sotterraneo;

– il “Centro del Passato” a Wadi al-Helwe (Silwan) annesso di centri e parcheggi;

tunnel e gallerie sotterranei tra le fondamenta della Città Vecchia di Gerusalemme.

Reazioni alle manifestazioni non-violente. La repressione ha caratterizzato, ancora una volta, l’intervento di Israele nei confronti di palestinesi e internazionali che, settimanalmente, si riuscono per protestare contro la colonizzazione e il Muro d’Apartheid. I villaggi palestinesi di an-Nabi Saleh, Bil’in, Ni’lin, Kfar Qaddoum, Beit Ummar, Qalandiya, ‘Iraq Bourin e Kfar Deik hanno subito il ferimento di 22 manifestanti, cinque dei quali giornalisti.
Si menzionano poi i roghi alla moschea an-Nabi Saleh (Ramallah) e alla moschea an-Nabi Younes Haloul (Hebron).

 

Le colonie israeliane in Palestina: i progetti. Estensione e costruzione hanno ricevuto anche nel mese di febbraio l’approvazione del governo israeliano.

– La colonia di Shilo (tra Ramallah e Nablus) si amplierà con 500 nuove unità abitative;

– la colonia di Shevat Rachel (Nablus) accoglierà 101 nuove unità abitative;

– Itamar (Nablus) ospiterà una scuola religiosa ebraica;

– colonia di Gush Etzion (Betlemme). Qui confischerà terra palestinese per creare aree militari a protezione dell’insediamento;

– l’avamposto di Migron (Ramallah) si estenderà ancora;

– nuove 18 unità coloniali mobili sono state piazzate tra Ramallah e Nablus.

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