Freedom Flotilla: conferenza stampa affollata. ‘Verso Gaza per portare sostegno e difendere i diritti umani’

Di Angela Lano per InfoPal.

Atene, lunedì 27 giugno. Questa mattina, una folla di giornalisti e attivisti ha riempito la “Esiea” Hall, in via Akadimias, per la conferenza stampa indetta per la partenza della seconda Freedom Flotilla per Gaza.

I passeggeri della “US Boat to Gaza”, un folto gruppo di cittadini statunitensi – prevalentemente donne, e neanche giovanissime, molto determinate – hanno intonato un canto dedicato alla flotilla e a Gaza assediata, “Sailing to Gaza”, ricevendo applausi entusiasti.

Nella Flotilla 2 saranno presenti circa 400 persone di 22 diverse nazioni, distribuite su 10 barche: due francesi, di cui una partita sabato; una spagnola; una statunitense; una canadese; una irlandese; una italo-olandese (e di altre nazionalità); due navi cargo – una della European Campaign to end the siege on Gaza, e l'altra svedese-norvegese-greca; una nave greca. I giornalisti a bordo saranno una trentina, di vari Stati. Per l'Italia, ci saranno inviati de La Repubblica, il Corriere della Sera, il Manifesto, del Secolo XIX, e il noto fotografo Tano D'Amico.

Ha aperto la conferenza stampa uno storico attivista e organizzatore delle flotillas per Gaza, Vangelis Pissias, della “Greek Boat”, spiegando che la missione della Freedom Flotilla si basa su due principi fondamentali: dare sostegno umanitario e difendere i diritti umani. 

“Abbiamo chiesto diverse volte di venire a controllare le nostre navi e il nostro carico – ha affermato Pissias -, perché il controllo diretto invaliderebbe la propaganda israeliana, che afferma che a bordo ci sono armi e terroristi. Noi difendiamo il diritto dei palestinesi alla libera circolazione nel Mediterraneo, come avviene per tutti gli altri Paesi dell'area”.

Ann Wright, colonnello in pensione dell'esercito americano ed ex diplomatico, nonché rappresentante della “US Boat to Gaza”, ha dichiarato con parole decise: “Sulla flotilla saranno presenti cittadini di 22 diverse nazioni del mondo per sfidare la politica israeliana e quella statunitense. Per questo abbiamo chiamato la nostra nave 'The Audacity of Hope' (libro scritto dall'allora senatore statunitense Barack Obama, ndr) per sfidare la politica dell'amministrazione Obama e del capo del Dipartimento di Stato, Hillary Clinton.

“Il governo israeliano sta portando avanti una tremenda offensiva diplomatica contro la FF. Comprese la denuncia contro la US Boat. Abbiamo saputo che gli Usa hanno finanziato un gruppo conservatore per combattere la Freedom Flotilla. Ma noi diciamo al popolo di Gaza: 'Stiamo arrivando!'”. E dalla sala si è elavato un coro entusiasta: “We are coming” (stiamo arrivando). E un applauso.

Dror Feiler, rappresentante della “Swedish Boat to Gaza” e della rete “Jewish for a just peace” (Ebrei per una pace giusta), ha dichiarato: “Partiremo nei prossimi giorni. Avremo due navi cargo e 8 barche passeggeri. Arriveremo a Gaza e romperemo l'assedio”.

E, in quanto ebreo, ha poi aggiunto: “Ci sono due tipi di ebrei: i sopravvissuti che non vogliono che si ripeta nuovamente ciò che accadde loro nel passato, e coloro che non vogliono che altri subiscano ciò che loro hanno subito. Ecco, noi facciamo parte di quest'ultimo gruppo.

“Stiamo notando in questi giorni che, a causa della Freedom Flotilla, Israele sta cercando di sollevare l'assedio. E' disperato: sta lasciando entrare medicinali, cemento e altri materiali prima vietati, per poter dire che non c'è alcun assedio e che quindi non c'è bisogno della flottiglia. Vedo anche che oggi ci sono tanti giornalisti che non si sono fatti spaventare dalle minacce e dalle pressioni.

“Si legge anche che il valico di Rafah è aperto, ma non è vero. La gente della Striscia non deve essere vittima delle politiche israeliane e egiziane di apertura-chiusura dei valichi di Gaza”.

Huwaida Arraf, del Free Gaza movement, ha spiegato ai tanti giornalisti presenti: “Come avvocato, lasciatemi dire che non c'è alcun dubbio che l'assedio sia illegale. L'assedio è un atto di guerra. Stanno punendo un'intera popolazione.

“Come palestinese vi dico che noi non vogliamo aiuti umanitari, ma libertà”.

Arraf ha poi letto una lettera indirizzata al Segretario di Stato Hillary Clinton, che inizia con un “vergognati”: “Avete stabilito canali ufficiali per sostenere la liberazione dei popoli arabi – Tunisia, Egitto, Libia, ecc. -, ma nessuno per liberare i palestinesi”.

Il rappresentante della barca francese, Thomas Sommer – Houdeville, ha ricordato che una delle due navi è partita sabato da un porto corso.

Henning Mankell, scrittore svedese a bordo della flotilla, ha ironizzato: “Questa è una conferenza stampa aperta a tutti, dunque, certamente ci saranno persone che riferiranno direttamente a Israele tutto quanto stanno vedendo e sentendo. Allora, riferite esattamente ciò che avete visto e sentito: non ci sono state dichiarazioni di guerra contro Israele, solo dichiarazioni di pace. Per una volta, raccontate la verità”.

 

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