Friends of Humanity international: 130 intrusioni nelle celle e nelle tende dei prigionieri palestinesi

Friends of Humanity international

Human Rights organization 
Menschenfreunde International
Gesellschaft fuer Menschenrechte 

Wien.

Friends of Humanity International ha rilasciato un rapporto dettagliato sulle condizioni dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane nel 2010.

L'organizzazione ha anche confermato che quest'anno è stato un anno “anomalo” per i prigionieri palestinesi. Più di 130 intrusioni brutali e umilianti sono state effettuate dal servizio penitenziario israeliano, che ha forzato le celle e le tende in molte prigioni.

Contemporaneamente a queste operazioni, l'organizzazione ha documentato una grande quantità di ostilità e di violente ispezioni messe in pratica dalle unità del servizio carcerario israeliano e dalle forze speciali nelle celle e nelle tende dei carcerati. Ecco alcuni esempi: 

– Lancio di gas lacrimogeni per soffocare i prigionieri.

– Pestaggio dei detenuti con bastoni elettrici.

– Confisca dei beni personali dei prigionieri.

– Detenuti posti in celle di isolamento individuali.

– Trasferimenti repentini e improvvisi dei prigionieri da un carcere all'altro, come è accaduto ai detenuti della prigione di Hadareem, dove le unità del servizio penitenziario hanno assaltato i prigionieri, e li hanno poi trasferiti dalla sezione 3 alla 5 del carcere.

– Inoltre, le unità di sicurezza israeliane hanno distrutto le pareti delle celle e hanno trasferito tutti i detenuti in una zona deprimente del carcere, dova manca anche l'essenziale per la sopravvivenza. Le autorità del carcere isreaeliano hanno affermato che cercavano dei cellulari di contrabbando.

Le stesse brutali intrusioni e oppressioni sono state ripetutamente effettuate nei confronti dei prigionieri del carcere di Nafha, nel quale si trovano centinaia di detenuti a lungo-termine e detenuti con la pena dell'ergastolo. Così, decine di unità di sicurezza hanno brutalmente invaso il carcere più di una volta. Essi aggrediscono e umiliano i prigionieri a un livello tale che un funzionario del carcere insulta la moglie di uno dei detenuti, che era stato responsabile di una furiosa rivolta tra i prigionieri scoppiata all'interno del carcere.

Successivamente, l'amministarzione penitenziaria ha porto le sue scuse per il comportamento immorale, promettendo che sarebbe stata aperta un'inchiesta sull'incidente.

Il carcere di Reemon è un'altra triste e dolorosa realtà. Il capo di questa prigione umilia e degrada costantemente i prigionieri durante le frequenti ispezioni nel mezzo della notte e durante gli attacchi nelle celle, con i quali spinge i prigionieri ad avvertire le più alte autorità del carcere dell'escalation e che alcune procedure saranno presentate contro questo capo violento, se egli continuerà le sue provocatorie e umilianti intrusioni e le ostilità contro i prigionieri del carcere di Reemon. 

Analogamente, l'organizzazione ha confermato le costanti intrusioni da parte delle forze speciali israeliane nelle celle delle donne detenute, solo per il gusto di umiliare e di esasperarle con frequenti ispezioni. Tutto ciò accade, disgustosamente, di fronte a una coda dei soldati israeliani nel momento delle ispezioni. Ultimamente, il servizio penitenziario israeliano ha aumentato le provocazioni e le umiliazioni per i prigionieri in tutte le carceri attraverso aggressioni e intrusioni improvvise nelle celle, confiscando anche i loro beni e rendendo così la loro vita un inferno.

Quindi, per quanto riguarda le usuali tecniche di ispezioni e di repressione, l'organizzazione ha pubblicato una descrizione precisa delle intrusioni e delle ispezioni nel carcere effettuate dalle forze di sicurezza speciali, chiamate Mitsada o Nakhshoon. Tali forze speciali spesso fanno irruzione e attaccano le celle e le tende dei detenuti con l'intento di scovare del materiale proibito o delle vie di fuga sotterranee. Esse assaltano in modo aggressivo e inumano le celle e legano i prigionieri, bloccandoli in un posto, dopo di che ispezionano accuratamente le stanze. Controllano le prese della luce, i letti, i vestiti, il bagno e anche la televisione. La aprono e si assicurano che dentro non ci sia nulla.

L'organizzazione ha spiegato che il numero dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane nel 2010 ammonta a 6600:

  • 35 prigioniere donne palestinesi.
  • 9 membri del Consiglio legislativo palestinese.
  • 270 bambini e ragazzi sotto i 18 anni, nonostante la legge internazionale vieti il loro l'arresto. 
  • 79% dei prigionieri sono già condannati.
  • 820 prigionieri sono stati condannati al carcere a vita o anche a due, tre ergastoli.
  • 5 donne palestinesi sono state condannate all'ergastolo.
  • 307 prigionieri arrestati dalle forze di occupazione israeliane prima dell'accordo di Oslo, firmato da palestinesi e israeliani nel 1993. Questi detenuti sono comunemente chiamati i “vecchi prigionieri”.
  • 120 prigionieri hanno speso infine più di 20 anni nelle carceri israeliane.
  • 3 prigionieri hanno speso più 30 anni nelle galere israeliane. Essi sono: Nael Al Barghouthy, Fakhri Al Barghouthy e Akram Mansour.
  • A più di 1000 prigionieri viene negato il diritto di poter vedere la loro famiglia in carcere.

Vienna, 23 aprile, 2011

 

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