George soffocato dal razzismo degli oppressori dei popoli

A cura dei Giovani Palestinesi d’Italia. George, ti scriviamo perché sappiamo. Sappiamo cosa significa morire solo perché si porta un certo nome, sappiamo cosa significa morire per il proprio colore di pelle, per la semplice “colpa” di essere diversi. Immobilizzato su quell’asfalto, in quel momento ti sentivi solo. Ma in realtà hai esalato il tuo ultimo respiro di fronte a tutto il mondo. Ogni angolo della terra sta piangendo per te. A tutti noi è mancato il respiro assieme a te, tutti noi abbiamo sentito la pressione di quel ginocchio razzista sul collo e abbiamo chiamato “mamma, mamma!” Come te, con te. Abbiamo sanguinato con te. Il cuore ci batteva forte, come te. Abbiamo sperato che non fosse vero, che tutto potesse finire da un momento all’altro, come te. E abbiamo sussurrato, con voce flebile: “Non riesco a respirare”, “Non riesco a respirare”.
Ora questa frase è il nostro grido di giustizia per te.
Come sei morto George!
È perché sei nero, George.
È perché sei povero, George.
È perché eri solo, indifeso, George.
È perché eri così vivo, George.
Ti hanno ucciso, George.
E oggi noi, noi ci sentiamo soffocare senza te, George.
Riposa in pace.

Giovani palestinesi d’Italia.

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