Gerusalemme Est, lo ‘tsunami’ delle tombe ebraiche

Gerusalemme – Quds Press. Un attivista per i diritti umani palestinese ha lanciato l’allarme sulle attività di scavo israeliane di tombe ebraiche nei pressi della Moschea di al-Aqsa e nella Città Vecchia di Gerusalemme, sottolineando che tale pratica rappresenta “la politica perseguita dall’occupazione a Gerusalemme dagli anni Settanta del secolo scorso in poi, al fine di imporre una nuova verità storica sulla città”.

In un’intervista esclusiva rilasciata a Quds Press, Fakhri Abu Diab, membro del “Comitato per la difesa di Silwan”, ha ricordato che l’occupazione israeliana assedia la moschea di al-Aqsa con il pretesto di migliaia di tombe ebraiche immaginarie e con giardini biblici, altrettanto immaginari, nell’ambito di un progetto noto come “Il coperchio della Casa santa”, al fine di isolare l’area dalla Città Vecchia e dalle comunità arabe.

Ha spiegato che le autorità di occupazione hanno iniziato a scavare le tombe dalla fine degli anni Settanta, facendo chiudere la strada principale del quartiere di Silwan, per poi collocarvi alcune tombe fittizie.

Abu Diab ha definito tale operazione lo “tsunami delle tombe ebraiche”, che si estende dalla parte est di Gerusalemme al sud, e che, dal 2003, ha visto “un’escalation da parte delle autorità di occupazione che mettono in campo tutti i loro mezzi al fine di creare una realtà basata su un falso storico a Gerusalemme”.

Egli ha fatto notare che “il numero di tombe ebraiche scavate dall’inizio dell’anno è di dieci volte superiore a quello degli ebrei morti durante lo stesso periodo, il che dimostra che si tratta di falsi e di contraffazioni”.

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