Gerusalemme, il Fronte islamo-cristiano lancia allarme su rivendicazioni israeliane

Gerusalemme (al-Quds) – Quds Press per InfoPal. 

Riconciliazione palestinese, il “Fronte islamo-cristiano per la difesa di Gerusalemme e dei suoi luoghi sacri” lancia l'allarme su un tentativo delle forze di occupazione di attuare rivendicazioni su Gerusalemme.

Hassan Khater, segretario generale del “Fronte islamo-cristiano per la difesa di Gerusalemme e dei suoi luoghi sacri”, ha lanciato l'allarme sulla presenza di “segni e prove evidenti che confermano procedimenti delle forze dell’occupazione nel manifestare la loro posizione ostile alla fine delle divisioni palestinesi interne. Tali procedimenti si traducono in azioni pericolose nei confronti della città di Gerusalemme, dei suoi cittadini, dei suoi luoghi sacri e della sua terra”.

In un comunicato stampa arrivato a “Quds Press” domenica 8 maggio, Khater ha rivelato che una commissione distrettuale per l’edilizia e la pianificazione del comune di Gerusalemme nei giorni scorsi ha approvato uno dei più grandi e pericolosi piani d’insediamento di coloni nel quartiere di Sheikh Jarrah. Inoltre ha confermato che il piano (n. 29465), ha lo scopo di costruire 386 spazi abitativi su una superficie di otto ettari, in aggiunta a una sinagoga, una scuola di Talmud e un asilo nido.

Khater ha aggiunto: “Questo progetto, che in fase di approvazione, è portato avanti dal miliardario ebreo Arye King, e con la cooperazione dell’associazione degli ebrei yemeniti espellerà dalle loro case 300 residenti storici di Jura an- Niqa'a, nel quartiere di Sheikh Jarrah”.  

Khater avverte della pericolosità di tale progetto affermando che “sarà uno dei tanti piani d’insediamenti nell'area. Esso include il piano dell’Agenzia di costruzioni, che prevede 200 unità abitative per coloni, in aggiunta a quello dell’hotel Shepard con 23 spazi abitativi e un altro ancora, per 180 unità residenziali”.

Ha sottolineato inoltre che tale rete di “pericolose colonie porterà a colpire la presenza araba nella parte nord di Gerusalemme, focalizzandosi sulla cancellazione del carattere arabo della regione”.

Il segretario generale ha spiegato che i cittadini di Sheikh Jarrah sono stati esposti a un processo di “enorme frode e inganno da parte degli occupanti e delle organizzazioni per le colonie, che si è concretizzato in una serie di decisioni e sentenze emesse dalla Corte suprema israeliana che ha, nel nome della legge “sulle proprietà degli assenti” sta cancellando i contratti d’affitto degli abitanti e trasformando la proprietà dei terreni in dotazione alle associazioni per le colonie”.

Allo stesso tempo, ha segnalato i nuovi provvedimenti annunciati dal governo israeliano che prenderanno forma domani, 11 maggio, giorno in cui prenderanno in considerazione tutte le cause che riguardano la demolizione delle case del quartiere al-Bustan.

Tali azioni, ha spiegato, hanno lo scopo di colpire definitivamente gli abitanti del quartiere: le forze di occupazione  stanno cercando di espellere gli abitanti controllando il territorio e altri spazi confiscando circa 350mila metri quadrati con lo scopo di costruire “parchi del Re Davide”.

Egli ha avvisato: “Non sottovalutiamo questi piani che sono in fase di avviamento. Essi porteranno a una reale segmentazione della Città Santa, isolando la Gerusalemme vecchia, i luoghi sacri islamici e cristiani dalla presenza araba: a sud, nel caso venisse distrutto il quartiere al-Bustan; a ovest, in caso di completamento del progetto Ras al-Amud e della costruzione del parco religioso n. 6; a nord, attraverso gli insediamenti a Sheikh Jarrah e altre costruzioni coloniali”.

A seguito alla fine delle divisioni e del ritorno alll’unità nazionale, ha evidenziato Khater, “si presenta l'opportunità di affrontare tali piani israeliani a livello palestinese-arabo unitario, come non è stato possibile prima di adesso. La debole reazione araba ai rapidi provvedimenti israeliani non è più sufficiente a fermare l'occupazione e i suoi crimini illimitati”.

 

 

 

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