Gerusalemme: inviato Onu condanna lo sfratto di una famiglia palestinese

Betlemme – Ma’an. Il coordinatore umanitario dell’Onu Maxwell Gaylard ha condannato mercoledì lo sfratto di alcuni palestinesi del quartiere di Bayt Hanina (Gerusalemme est) da parte d’Israele.

“La cacciata dei palestinesi dalle loro case e proprietà nei territori occupati contravviene alla legge internazionale, inclusa la quarta Convenzione di Ginevra, e dovrebbe quindi aver fine”, ha infatti dichiarato Gaylard in un suo comunicato.

Nella stessa giornata di mercoledì, la polizia israeliana aveva sfrattato una famiglia palestinese dalla sua casa di Bayt Hanina, poco prima che dei coloni ebrei vi si trasferissero.

Come ha riferito Khaled Natshah all’agenzia stampa ufficiale palestinese Wafa, la polizia israeliana ha infatti ordinato a lui e agli altri dieci componenti della sua famiglia di lasciare l’edificio. Natshah è quindi stato portato in una stazione di polizia, mentre gli agenti rimuovevano tutti i mobili e gli averi degli inquilini.

Da parte sua, il giornale israeliano The Jerusalem Post riporta che a essersi trasferiti nella casa di Natshah sono dieci coloni ebrei del “Fondo terreno israeliano”, di estrema destra.

Si tratta del primo episodio di sfratto a Bayt Hanina, ma i coloni hanno già occupato diverse abitazioni nel vicino quartiere di Shaykh Jarrah.

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