Gerusalemme, tremila fedeli pregano a al-Aqsa

Gerusalemme/al-Quds-PIC e Quds Press. Venerdì, centinaia di fedeli hanno eseguito la preghiera comunitaria nella moschea di Al-Aqsa, nonostante la terza settimana consecutiva di chiusura imposta dalla polizia di occupazione israeliana a Gerusalemme con il pretesto di limitare la diffusione del coronavirus.

La polizia di occupazione ha installato barriere di ferro nelle vicinanze della Città Vecchia di Gerusalemme e ha impedito a centinaia di fedeli di accedervi, ad eccezione dei suoi residenti. Ha, inoltre, bloccato tutti gli accessi alla Città Vecchia di Gerusalemme, ha controllato le carte d’identità e ha emesso divieti contro i fedeli nelle vicinanze e all’interno delle sue mura.

Iyad Al-Jaaba è stato arrestato a Bab Al-Silsilah mentre si recava a pregare nella moschea di al-Aqsa.

Decine di fedeli hanno eseguito la preghiera del venerdì alla Porta di al-Amud dopo che è stato loro impedito di accedere alla Città Vecchia.

Il Dipartimento per le dotazioni islamiche ha dichiarato che 3.000 fedeli sono riusciti a eseguire la preghiera del venerdì nei cortili della moschea diaAl-Aqsa, tra le restrizioni e le misure israeliane.

Il predicatore della moschea di al-Aqsa, sheykh Ikrimah Sabri, si è rivolto ai “normalizzatori” nella sua khutba (sermone) affermando che la normalizzazione è un tradimento e ha anche denunciato le misure di occupazione israeliana per limitare i fedeli con il pretesto dell’epidemia da coronavirus e ha aggiunto: “Non vediamo alcuna giustificazione per queste misure fintanto che i fedeli aderiscono alle misure sanitarie”.

Alla fine ha invitato la popolazione della Città Vecchia di Gerusalemme a eseguire tutte le preghiere nella moschea di Al-Aqsa.

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