Il giornalista al-Qiq torturato per 22 giorni nelle prigioni sioniste

-2044091199Gaza – PIC. La giornalista e attivista Faiha Shalash, moglie del giornalista prigioniero Mohammed al-Qiq, ha invitato le istituzioni internazionali ad intervenire immediatamente per sostenere il marito, in sciopero della fame da otto giorni come protesta nei confronti della sua detenzione amministrativa.

In una conversazione telefonica durante il sit-in di solidarietà verso il prigioniero al-Qiq, organizzato dall’istituzione Waed, la donna ha dichiarato che suo marito è stato torturato per 22 giorni, prima del suo annuncio di sciopero della fame a oltranza.

Ha anche confermato che la causa principale dell’arresto è stata il ruolo attivo nella denuncia dei crimini dell’occupazione e della sofferenza del popolo palestinese nelle varie città della Cisgiordania occupata.

Il portavoce di Waed, Abdullah Qandil, ha dichiarato che il prigioniero Mohammed al-Qiq è in sciopero della fame a tempo indeterminato perché sa cosa attende gli altri prigionieri nelle celle sioniste.

Ha aggiunto che i palestinesi attueranno misure generali come lo sciopero della fame se entro il prossimo aprile le richieste dei prigionieri non saranno accolte.

Qandil ha anche spiegato che la causa dei prigionieri dovrebbe allarmare le istituzioni internazionali e le fazioni palestinesi, invitando tutti i segmenti del popolo palestinese ad assumersi le proprie responsabilità prima che la situazione esploda definitivamente.

Traduzione di Giovanna Vallone

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