Giornata mondiale dei Bambini: le violazioni israeliane contro i minorenni palestinesi

A cura dei Giovani Palestinesi d’Italia. La Giornata Internazionale del Bambino, che si celebra il 1 Giugno, deve la sua nascita alla Conferenza Mondiale di Ginevra sui diritti dell’infanzia dell’Agosto 1925.
La Giornata Mondiale del Bambino fu istituita nel Settembre del 1954 dalle Nazioni Unite e dall’UNICEF. Questa giornata si celebra in 145 paesi, con date che variano da stato a stato. In Italia la Giornata Mondiale del Bambino è il 20 Novembre.
E perché si celebra?
Per per sancire il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo, al rispetto per l’opinione del bambino e alla sua non discriminazione.
E i bambini e le bambine palestinesi in tutto questo?
Israele nel 1991 ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, che prevede che i bambini debbano essere privati della loro libertà solo come misura di ultima istanza, non devono essere detenuti illegalmente o arbitrariamente e non devono essere sottoposti a tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, disumane o degradanti.
Ma dal 2000, circa 10.000 bambini palestinesi sono stati arrestati dalle forze israeliane dalla Cisgiordania occupata e detenuti nel sistema di detenzione militare israeliano. Israele, ogni anno, persegue sistematicamente tra i 500 e i 700 bambini palestinesi nei tribunali militari, senza alcun diritto di consulenza legale durante l’interrogatorio e con rara esclusione, da parte dei giudici della corte militare israeliana, delle confessioni ottenute con la coercizione o la tortura.
Nonostante il costante impegno dell’UNICEF e ripetuti richiami per porre fine agli arresti notturni, ai maltrattamenti e alle torture dei bambini palestinesi nella detenzione militare israeliana, le autorità israeliane hanno persistentemente fallito nell’attuare cambiamenti pratici per fermare la violenza contro i minori detenuti.
Dalle testimonianze, raccolte dal DCIP, di 739 bambini palestinesi detenuti dalle forze israeliane e processati nei tribunali militari israeliani tra il 2013 e il 2018, emerge che:
-Il 73% ha subito violenza fisica dopo l’arresto
-Il 95% aveva le mani legate
-L’86% era bendato
-Il 49% è stato prelevato dalla propria casa nel cuore della notte
-Il 64% ha subito abusi verbali, umiliazioni o intimidazioni
-Il 74% non è stato adeguatamente informato dei propri diritti
-Il 96% è stato interrogato senza la presenza di un membro della famiglia
-Il 20% era soggetto a posizioni di stress
-Il 49% ha firmato documenti in ebraico, lingua che la maggior parte dei bambini palestinesi non comprende.
I minori non hanno diritto all’istruzione, per via dei numerosi check-point militari che impediscono il movimento di tutti i palestinesi e il rischio di intimidazioni e aggressioni da parte dei soldati israeliani o dei coloni degli insediamenti illegali situati vicino alle scuole.
Nella sola operazione “margine protettivo” lanciata da Israele nel 2014, 232 scuole sono state danneggiate e 29 scuole sono state completamente distrutte.
I bambini hanno accesso limitato alle cure sanitarie e supporto psicologico e sociale, per via dei check point, delle lunghe ore di attesa, dello scarso sviluppo delle strutture e della continua demolizione di ospedali. La situazione sanitaria a Gaza è grave. Molti bambini hanno riportato ferite e disabilità, causate da offensive militari, indelebili per il resto della loro vita.
La vita dei bambini palestinesi è intaccata da Israele su tutti i fronti: salute fisica e psichica, istruzione, discriminazione, sviluppo, sopravvivenza e vita.

#giovanipalestinesiditalia

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