Giustizia israeliana: rilasciati i principali sospettati della strage della famiglia Dawabsha

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Betlemme-PIC e Ma’an. Giovedì, Israele ha rilasciato un colono che era stato arrestato in quanto sospettato di aver preso parte a un attacco incendiario contro una famiglia palestinese, a luglio.
Il colono, collegato a un’organizzazione estremista ebraica, è stato arrestato insieme a diversi altri per l’attacco che uccise tre membri della famiglia Dawabsha, nella cittadina di Duma, nel distretto di Nablus, nel nord della Cisgiordania occupata.
Il sospetto è stato rilasciato e deferito agli arresti domiciliari per cinque giorni, nella sua casa nella colonia illegale israeliana di Benjamin, a est di Ramallah.
Il colono, il cui nome non è stato rivelato, è sposato e con due figli. 
L’uomo era stato arrestato 12 giorni fa dall’intelligence israeliana e portato davanti alla Corte israeliana questo mercoledì, secondo quanto reso noto dai media israeliani. La sua detenzione era stata prolungata fino a domenica, ma è stato rilasciato senza preavviso questo venerdì. 
Il 3 dicembre, le forze israeliane avevano annunciato di aver arrestato diversi israeliani connessi all’attacco ai Dawabsha. L’informazione sugli arresti era stata divulgata dopo che un ordine di “silenzio stampa” sulle indagini era stato parzialmente sollevato. 
Tutte le altre informazione riguardanti l’indagine sono ancora sotto ordine di silenzio richiesto dalla polizia israeliana. 
I sospetti coinvolti nell’attacco sono stati identificati dalla difesa israeliana, a settembre, ma nessuna accusa è stata presentata fino ad ora, ha affermato il giornale israeliano Haaretz
Il 31 di luglio 2015, i coloni israeliani ruppero una finestra della casa dei Dawabsha e lanciarono all’interno liquidi infiammabili e molotov. 
Le parole “vendetta” e “lunga vita al Messia” furono scritte in ebraico sulla casa, indicando immediatamente che l’attacco era stato eseguito da estremisti ebrei. 
Ali Saad Dawabsha, di un anno e mezzo, rimase intrappolato nella casa e morì bruciato. Il padre e la madre del bambino, Riham e Saad, morirono settimane dopo per le ustioni riportate.
L’orfano di quattro anni, Ahmad Dawabsha, è l’unico sopravvissuto all’attacco e continua internato in ospedale ricevendo cure mediche.
L’attacco ha scatenato dure critiche da parte della comunità internazionale, anche per il fallimento da parte degli inquirenti israeliani, nelle indagini e nella cattura dei coloni israeliani responsabili degli attacchi contro i palestinesi – un’incapacità che equivale, di fatto, a una complicità.
I leder israeliani condannarono l’attacco di Dawabsha come “terrorismo” e giurarono di portare i responsabili davanti alla giustizia.
Il gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem criticò duramente la reazione dei dirigenti come “vuota retorica”.
“Le condanne ufficiale contro quest’attacco sono una vuota retorica fintato che i politici continuano ad evitare di applicare la legge su israeliani che feriscono palestinesi”.
L’allentamento parziale del silenzio stampa era arrivato un giorno dopo la critica di Nickolay Mladenov, Coordinatore speciale per il processo di pace del Medio Oriente delle Nazioni Unite, contro i “lenti progressi” nelle indagini sull’attacco incendiario.
Traduzione di F.H.L.

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