Governo del Sudan vota a favore della revoca di una legge che boicottava lo stato israeliano

Sudan – Middle East Eye. Il governo del Sudan ha votato martedì a favore dell’abrogazione di una legge del 1958 che vietava i rapporti diplomatici e commerciali con Israele.

La decisione necessita ancora dell’approvazione di una riunione congiunta del consiglio sovrano e del gabinetto ministeriale del Sudan, che insieme agiscono come organo legislativo provvisorio del Paese.

Il Sudan è diventato il quinto paese del mondo arabo a formalizzare le relazioni con Israele ad ottobre, dopo che Washington ha deciso di rimuovere lo stato dalla SST (lista di stati sponsor del terrorismo) del dipartimento di Stato USA.

Sotto l’egida dell’ex-presidente degli Stati Uniti Donald Trump, quattro paesi arabi – Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Sudan e Marocco – hanno ristabilito legami diplomatici ufficiali con Israele nel 2020, in una rottura dal consenso regionale pluridecennale che condiziona la normalizzazione dei legami ad una soluzione per l’occupazione israeliana dei Territori palestinesi.

Dopo il riconoscimento di Israele da parte del Sudan, gli Stati Uniti hanno formalmente rimosso Khartoum, la sua capitale, dalla lista SST, dopo 27 anni.

Questi incentivi sono stati visti come una spinta importante per l’economia in difficoltà dello stato arabo dopo anni di sanzioni, ed un passo fondamentale per i suoi sforzi di reintegrarsi alla comunità internazionale.

Dopo il rovesciamento dell’autocrate di lunga data Omar al-Bashir, a seguito di una rivolta popolare, nel 2019, l’esercito sudanese ed i gruppi d’opposizione hanno raggiunto un accordo di condivisione del potere per formare un consiglio di transizione, con leader civili e militari.

L’accordo di normalizzazione ha ulteriormente teso le relazioni tra i rami militari e civili del governo di transizione del Sudan, poiché la mossa è stata ampiamente considerata come un’iniziativa dell’esercito.

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