Governo Haniyah: la sicurezza dell’Anp al servizio d’Israele

Gaza – Infopal. In seguito alla notizia del pattugliamento congiunto delle vie di Betlemme da parte delle forze di sicurezza dell'Anp e di una delegazione delle forze israeliane, il governo Haniyah ha considerato l'episodio in questione una dimostrazione dell'appartenenza delle forze di sicurezza dell'Anp ai servizi di sicurezza israeliani.

Il portavoce del governo a Gaza, Taher an-Nuno, ha così condannato in un comunicato stampa il collaborazionismo delle forze di sicurezza dell'Anp, sostenendo che “la visita a Betlemme del comandante dell'esercito israeliano in Cisgiordania Avi Mizrahi, insieme alla scorta di questi da parte  dell'Anp, è una chiara dichiarazione della dipendenza da Israele delle illegali forze di sicurezza cisgiordane, e rappresenta per di più un tradimento del sangue dei martiri che si sono opposti alle forze occupanti. Queste ultime non avrebbero mai il coraggio di entrare [in Cisgiordania], ma ora lo fanno sotto la protezione dei fucili palestinesi, puntati contro i mujahidin palestinesi”.

“Questo fatto – ha proseguito an-Nuno – è accaduto proprio mentre i leader dell'occupazione dichiarano apertamente che non vi è solo il coordinamento [con la sicurezza di Ramallah], ma anche l'intenzione da parte degli stessi leader dell'Anp di portare avanti la guerra contro Gaza combattuta all'inizio di quest'anno. Viene così a galla la natura del progetto di Ramallah, che ha l'obiettivo di  cooperare e coordinarsi con l'occupazione ai danni del nostro popolo, e tutto questo solo per interessi economici personali”.

 In un altro contesto, il portavoce ha condannato l'invasione della sala Ishaqiyya nella moschea di Abramo di Hebron da parte dell'esercito dell'occupazione e di alcuni gruppi di coloni, a cui hanno fatto seguito la chiusura della moschea e il divieto ai muezzin di chiamare i fedeli alla preghiera. È la prima volta che le forze israeliane irrompono nella moschea dal massacro commesso nel 1994.

Simili gesti, secondo an-Nuno, hanno il solo scopo di provocare i sentimenti religiosi dei musulmani di tutto il mondo, in quanto si sarebbe trattato di una palese violazione dei luoghi santi e di culto. Un invito è stato quindi rivolto alla nazione islamica perché si assuma le proprie responsabilità verso i simboli dell'islam in Palestina e intervenga immediatamente per recuperarli e proteggerli, oltre che per prevenire la giudaizzazione messa in pratica dalle forze di occupazione sotto il silenzio internazionale.

 In base a quanto sostenuto dal politico palestinese, sarebbero le pratiche delle forze di sicurezza dell'Anp – come il sequestro delle armi della Resistenza, l'arresto dei combattenti e il coordinamento della sicurezza con l'occupazione – a permettere simili aggressioni ai luoghi sacri.

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