Gruppi per i diritti umani chiedono di consentire l’entrata di attrezzature mediche nella Striscia di Gaza assediata

Gaza-PIC. Gruppi per i diritti umani nella Striscia di Gaza hanno chiesto mercoledì alle autorità di occupazione di consentire l’ingresso delle forniture mediche necessarie per combattere la pandemia di coronavirus nel territorio assediato.

E’ quanto è stato dichiarato in una conferenza stampa da Omar al-Qarout, direttore esecutivo del Centro Hemaya per i diritti umani, a nome dei gruppi per i diritti umani nella Striscia di Gaza.

Al-Qarout ha invitato le autorità israeliane ad assumersi le proprie responsabilità legali nei confronti della Striscia di Gaza assediata e fornirle forniture mediche, e ha invitato la comunità internazionale a fare pressione sulle autorità israeliane affinché revochino le restrizioni all’ingresso di forniture mediche, attrezzature e farmaci necessari per affrontare il coronavirus nella Striscia di Gaza.

Ha anche chiesto all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS, WHO) di aprire un ufficio regionale nei Territori palestinesi per monitorare la diffusione del coronavirus.

Secondo il ministero della Sanità palestinese, la Striscia di Gaza non è stata contagiata dal coronavirus, mentre 44 palestinesi sono stati infettati in Cisgiordania occupata.

I palestinesi della Striscia di Gaza vivono sotto un paralizzante blocco da circa 14 anni. Tutti i valichi di frontiera che li collegano con il mondo esterno attraverso l’Egitto o i Territori palestinesi occupati dal 1948 sono chiusi per la maggior parte del tempo.

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