Gruppi per la difesa dei diritti umani: Israele interrompa utilizzo di erbicidi lungo la barriera di confine con Gaza

Haifa-WAFA. Aerei israeliani per l’irrigazione hanno sorvolato la barriera di confine della Striscia di Gaza, martedì 14 gennaio, e hanno spruzzato agenti chimici; potrebbe essersi trattato di erbicidi. L’irrorazione è stata condotta in modo sporadico per circa tre ore e mezza, con gli agenti chimici che hanno raggiunto le fattorie palestinesi dentro la Striscia di Gaza, prevalentemente nei distretti est, nord e Deir al-Balah.

Gli agricoltori palestinesi che stavano lavorando nei campi a ovest della barriera, quel martedì mattina, hanno parlato dell’accaduto con gruppi per la difesa dei diritti umani.

Secondo quanto hanno riportato, verso le 7.20 del mattino hanno visto colonne di fumo nero provenire dal lato israeliano del confine, un metodo usato di solito per capire la direzione del vento. Diversi minuti dopo, gli irroratori hanno sorvolato il confine spruzzando sostanze chimiche che si crede siano erbicidi, che sono stati portati dal vento dentro la Striscia di Gaza.

Queste azioni di irrorazione da parte di Israele sono durate fino alle 11.30 del mattino e si sono svolte a est della città di Gaza e di Beit Hanun e a nord-est di al-Bureij. La mattina seguente ulteriori irrorazioni si sono avute nelle stesse zone e nelle zone a est di Deir al-Balah, pertanto le organizzazioni per i diritti umani Gisha, Legal Center for Freedom of Movement, Adalah, The Legal Center for Arab Minority Rights in Israel e Al Mezan Center for Human Rights in Gaza hanno mandato una lettera urgente al ministro della Difesa israeliano Naftali Bennett, al rappresentante  militare il generale Sharon Afek e al Procuratore Generale Avichai Mandelblit con una richiesta di astenersi dal condurre altre irrorazioni aeree di erbicidi dentro e vicino la Striscia di Gaza a causa dei seri danni alle coltivazioni e ai rischi per la salute dei residenti nell’area.

Le prime notizie dell’utilizzo di erbicidi spray da parte di Israele risalgono al 2014. Le azioni si svolgono solitamente senza alcun preavviso per gli agricoltori palestinesi. Gli irroratori volano a quote molto basse (fino a 20 metri), prevalentemente sopra alla parte israeliana della barriera di confine, ma in alcuni casi anche dal lato palestinese. Israele conduce le irrorazioni quando il vento soffia verso ovest, condizione che porta gli agenti chimici ben dentro Gaza. Gli erbicidi chimici hanno raggiunto distanze fino a 1200 metri all’interno della Striscia, secondo quanto riportato da precedenti episodi di questo tipo.

In passato Israele ha condotto questo tipo di azioni due volte in un anno: una volta tra dicembre/gennaio andando a colpire i raccolti invernali e un’altra volta in aprile, sulle coltivazioni estive.

Si stima che un’area di 7620 dunum (1 d=1.000m²) di terra arabile nella Striscia di Gaza sia stata colpita dalle irrorazioni a partire dal 2014, quando è stato registrato il primo episodio di questo tipo. I coltivatori palestinesi hanno affrontato danni diffusi ai propri terreni e ingenti perdite economiche, conseguenza che ha portato alcuni agricoltori a lasciare le coltivazioni vicine al confine a causa dei rischi associati.

Nel 2019 l’agenzia di ricerca con sede a Londra Forensic Architecture ha pubblicato un’indagine su tali pratiche. Attraverso l’utilizzo di immagini satellitari e analisi per determinare l’estensione dei danni subiti dentro la Striscia di Gaza, l’indagine ha avallato le precedenti scoperte da parte di Gisha, Adalah e Al Mezan, secondo cui l’irrorazione con erbicidi da parte di Israele ha causato danni a terre e coltivazioni molto interne alla Striscia.

Nel 2016, sotto richiesta di Gisha secondo l’atto di libertà dell’informazione, il ministero della Difesa israeliano ha svelato che gli agenti  chimici utilizzati includono il glifosato (“Roundup”), dichiarato potenzialmente cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e vietato in molti stati del mondo.

A gennaio 2019 Al Mezan,  Adalah e Gisha hanno scritto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel suo ruolo di ministro della Difesa, al rappresentante  militare il generale Sharon Afek e al Procuratore Generale Avichai Mandelblit con una richiesta urgente di interrompere le irrorazioni aeree di erbicidi dentro e vicino la Striscia di Gaza, a causa dei seri danni alle coltivazioni e ai rischi per la salute dei residenti nell’area. Nel 2019 non si sono registrati episodi di irrorazione con erbicidi.

I dati raccolti sull’impatto degli erbicidi aerei negli ultimi cinque anni indicano in maniera forte che le irrorazioni costituiscono una potenziale minaccia al diritto alla vita, poiché mina la sicurezza alimentare e la salute delle popolazioni civili a Gaza. Le associazioni per i diritti umani Gisha, Adalah e Al Mezan pongono l’accento sul fatto che tali azioni sproporzionate con un impatto dannoso sulle vite e sulla salute delle popolazioni civili sono illegali sia per la legge israeliana che per quella internazionale.

Le organizzazioni hanno fatto appello alle autorità israeliane affinché cessino immediatamente le attività dentro e vicino alla Striscia di Gaza e risarciscano adeguatamente coloro che hanno subito perdite economiche come risultato delle irrorazioni.

Traduzione per InfoPal di Giulia Barbini

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