Guernica in Palestina

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Guernica in Palestina

Di Mustafa Barghouti

 

C’è un’altra ragione che spiega -al di la della politica interna di Israele-  perchè questo attacco ha potuto avere luogo: la complicità ed il silenzio della comunità internazionale. Israele non può e non agirebbe contro la volontà dei suoi alleati econimici in Europa o dei suoi alleati militiari negli Stati Uniti.

Israele può premere il grilletto per porre fine a centinaia e forse migliaia di vite umane questa settimana, ma è l’apatia del mondo e l’inumana tolleranza rispetto alla sofferenza dei palestinesi a permettere che tutto ciò accada. Mustafa Barghouti confuta una ad una le ragioni sostenute da Israele per giustificare l’attacco a Gaza e s’idigna per la passività della comunità internazionale.

 

L’ attacco israeliano “morte dall’alto” è cominciato sabato 27 dicembre alle undici circa del mattino ed è proseguito senza sosta da allora sino ad oggi. Il massacro  è in corso anche adesso mentre scrivo queste parole.

Il giorno più sanguinoso in Palestina dalla guerra del 1967 è ben lontano dal finire, israele ha promesso che questo non è che l’inizio della campagna di terrorismo di stato. Circa 290 persone (ndt. Oltre  500 ad oggi 05/01) sono state assassinate, ma la conta delle vittime continua a crescere ad un ritmo drammatico, mentre vengono raccolti i pezzi di nuovi corpi mutilati, le vittime dei giorni scorsi  muoiono  per le ferite e nuove ne cadono nel medesimo istante.

Quanto è accaduto e seguita ad accadere non è altro che un crimine di guerra e quindi la macchina delle relazioni pubbliche israeliane funziona a pieno regime. Rilasciando menzogne ad ogni minuto.

E tempo di denunciare i   miti che sono stati creati, una volta per tutte.

1. Gli israeliani affermano di aver posto fine all’occupaione di Gaza nel 2005.

Mentre Israele smantellava effettivamente  le colonie della piccola striscia costiera, gli israeliani non avevano  in nessun caso posto fine all’occupazione. Restarono infatti i padroni delle frontiere, dello spazio aereo e delle e delle vie marittime di Gaza, e portarono avanti attacchi ed assassini mirati  dal momento del disimpegno.

Inoltre, dal 2006 Israele ha imposto un assedio totale nella striscia di Gaza. Da più di due anni i suoi abitanti vivono al limite della fame,  privi dei beni di prima necessità, i più elementari della vita umana, come l’olio per cucinare il carburante per il riscaldamento  e le medicine di base. Questo assedio ha già causato una catastrofe umanitaria  ultriormente aggravata dal drammatico rafforzamento delle aggressioni militari israeliane.

2. Israele seguita ad affermare che è Hamas ad aver violato il cessate il fuoco e che l’ha interrotto unilateralmente.

Hamas ha di fatto rispettato il suo impegno  per il cessate il fuoco salvo quando  israele ha condotto offensive più intense in Cisgiordania. Negli ultimi due mesi, la tregua si è interrotta quando gli israeliani hanno assassinato numerosi palestinesi fatto che ha avuto come   risultato la risposta di Hamas. In altri termini,  Hamas non ha portato avanti attacchi non provocati durante la fase di  cessate il fuoco.

Per contro Israele non ha rispettato i suoi obblighi quali la fine dell’assedio e la cessazione dei blocchi contro gli aiuti umanitari vitali per Gaza.Dei più di 450 camion che ogni giorno passano la frontiera, nelle giornate migliori solo 80 sono giunti a destinazione, dal momento che la frontiera resta chiusa per il 70% del tempo. Durante il supposto cessate il fuoco gli abitanti di Gaza sono stati costretti a vivere come degli animali e di essi 262 sono morti a causa dell’impossibilità di ricever le cure mediche necessarie.

Adesso, alla luce di centinaia e centinaia di morti, é Israele che si rifiuta di riprendere il dialogo per un cessate il fuoco, non è intenzionata a raggiungere la pace come afferma, ed è di giorno in giorno più chiaro che cerca un ribaltamento del potere (di Hamas) a qualunque costo.

3. Israele afferma di ricercare la pace con i palestinesi pacifisti.

Prima del massacro in corso nella striscia di Gaza e durante tutta la fase del processo di pace di annapolis israele ha proseguito ed intensificato l’occupazione in Cisgiordania. Nel 2008 l’espansione delle colonie è aumentata dell 38% e 4.950 palestinesi e più sono stati arrestati, soprattutto in quest’area, mentre il numero dei posti di controllo è passato da 521 a 699.

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Inoltre dall’inizio dei dialoghi di pace Israele haucciso 546 palestinesi, tra essi, 76 bambini. Queste macabre statistiche crescono in maniera eclatante in questi giorni, ma le azioni aggressive di Israele precedenti a questa fase non dovrebbero essere dimenticate alla luce degli orrori più recenti.

Questa mattina è stato ucciso un  manifestante pacifista nel villaggio di NIi’lin e ne ha feriti una decina nel corso di queste ultime ore. E’  certo che Israele proseguirà con l’uso letale della forza contro le manifestazioni non violente , per questo prevediamo un numero considerevole di vittime in cisgiordania. Tuttavia si dice che israele persegue la pace con i palestinesi buoni…ma di che parlano?

4. Israele afferma di agire in nome della legittima difesa

E’ difficile rivendicare la legittima difesa in un conflitto che alimentano loro stessi, ma ciò nonostante lo fanno. L’autodifesa è una reazione,tuttavia le azioni di Israele degli    ultimi due giorni sono state chiaramente premeditate. Non solamente la stampa israeliana ha largamente partecipato alla campagna di relazioni pubbliche in corso intraprese da israele per preparare l’opinione pubblica israeliana ed internzaionale agli attacchi, ma i ha anche tentato di convincere i palestinesi che un attacco non avrebbe avuto luogo aprendo brevemente delle vie di passaggio e rilanciando degli incontri futuri su questo tema. Hanno proceduto così per assicurarsi che il numero delle vittime fosse massimizzato e perché i cittadini di Gaza non potessero prendere le loro precauzioni contro il massacro imminente.

E’ un ulteriore errore pretendere l’autodifesa in un conflitto che presenta un asimmetria di forza così schiacciante. Israele è la più grande potenza militare della regione e la quinta del pianeta. Va aggiunto che è il quarto esportatore di armi al mondo con  un industria degli armamenti che compete con quella degli Stati uniti. In altri temini Israele ha sempre avuto il monopolio totale per quel che concerne  l’uso della forza,  come pure  la  superpotenza sua alleata.

5. Israele finge di colpire solo obiettivi militari.

Mentre le immagini di donne e bambini morti o mutilati, si susseguono sui nostri schermi televisivi, Israele afferma  impunemente che le sue armi colpiscono esclusivamente obiettivi militari. Ma noi sappiamo che è falso  edifici civili sono stati colpiti dagli attacchi aerei, tra essi un ospedale ed una moschea (ndt. Attualmente il numero delle moschee  bombardate è salito a 15).

Nel territorio più densamente popolato del pianeta sono state lanciate tonnellate e tonnellate di esplosivo. Le prime stime dei feriti parlano di diverse migliaia di persone. Israele ne parlerà come di danni collaterali o di morti accidentali. La natura  ridicola e dismumana di queste affermazioni dovrebbe disgustare la comunità mondiale.

6. Israele afferma di attaccare Hamas e non la popolazione palestinese.

Innanzitutto i missili non distinguono le persone in base alla propria affilizione politica, uccidono semplicemente tutto quel che incontrano sul  cammino. Israele lo sa, come lo sanno i palestinesi. U’altra cosa che Israele sa e che si guarda bene dal riconoscere pubblicamente, è che le recenti azioni rinforzano di fatto hamas, il cui messaggio di resistenza e di vendetta trova un eco nella collera e nella pena.

Gli obiettivi di questi scontri  sono la polizia e non i militanti di hamas, e forniscono indicazioni sulle intenzioni malcelate di Israeleche spera di dare origine all’anarchia nella striscia di Gaza, distruggendo le strutture garanti dell’ordine e della legge..

7. Israele lascia intendere  che sono i palestinesi all’origine della violenza

Cerchiamo di essere chiari ed obiettivi. L’occupazione della Palestina  a partire dalla guerra del 1967 è stata e resta la causa principale della violenza tra israeliani e palestinesi. La violenza non avrà fine se non con la cessazione dell’occupazione e quando i diritti umani e nazionali della palestina saranno riconosciuti. Hamas non controlla la Cisgiordania e pertantanto noi restiamo sotto occupazione e vediamo i nostri diritti violati ed i nostri bambini assassinati.

Una volta riconosciuti questi  miti, possiamo interrogarci sulle vere ragioni che sottostanno agli attacchi aerei e che  probabilmente sono più rivoltanti dell’atto in se.

I dirigenti di Israele indicono delle conferenze stampa, vestiti di nero, in maniche di camicia ”è l’ora dello scontro” dicono “ma non sarà facile”; a dimostrazione di quanto sia difficile Livni, Olmert e Barak  non arrivano imbellettati alle conferenze, e il ministro della difesa ha fermato la sua campagna presidenziale per concentrarsi sull’operazione di Gaza. Che eroi…che dirigenti….

Noi conosciamo la verità : la sospensione della campagna elettorale non è altro che un’ulteriore trovata elettorale..

Esattamente come john mcCain che sospese la sua campagna presidenziale per fare ritorno a washington con l’intento di occuparsi della crisi finanziaria, questo gesto non è niente di più di una mossa pubblicitaria.

I candidati devono apparire sufficientemente duri per guidare un paese, e apparentemente non c’è via via migliore di quella di bagnarsi nel sangue palestinese. “guardatemi” ha dichiarato la Livni, in abito nero e capelli scarmigliati, “sono una guerriera. Sono abbastanza robusta  per premere il grilletto, non vi sentite più fiduciosi a votare per me ora che sapete che sono spietata come Bibi Netanyahou “ ? non so chi è fastidioso se lei o Barak  o l’elettorato che tentano di sedurre.

In conclusione quanto sta succedendo  non migliorerà in alcun modo la sicurezza di israele, possiamo infatti attenderci nei prossimi giorni cose ben peggiori, poichè il massacro potrebbe verosimilmente suscitare una nuova generazione di candidati per gli attentati suicidi. Non indeboliderà  hamas e non avrà come risultato di far sembrare dei duri quei tre sconsiderati di Barak, Livni e Olmert. Questa fuorviante  impresa politica probabilmente  si rivolterà loro contro come è accaduto con la brutale invasione del Libano nel 2006.

Per concludere, c’è un’altra ragione, al di la della politica interna di Israele  che spiega perchè questo attacco ha potuto avere luogo : la complicità ed il silenzio della comunità internazionale.

Israele non può e non agirebbe contro la volonta dei suoi alleati economici in Europa o dei suoi alleati militari negli usa. Israele può premere il grilletto per porre fine a centinaia o migliaia di vite questa settimana, ma è l’apatia del mondo e la disumana tolleranza per la sofferenza dei palestinesi che permette che tutto ciò accada.

“Il male  esiste solo  perché il bene è silente”

Traduzione di Paola Robino Rizet

Fonte: http://www.info-palestine.net/article.php3?id_article=5680

 

 

 

 

 

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