Haniyah nella black-list USA

MEMO. Il 31 gennaio scorso, gli Stati Uniti hanno inserito il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyah, sulla lista dei terroristi internazionali.

Secondo una dichiarazione rilasciata dall’Office of Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, pubblicata il 31 gennaio sul suo sito ufficiale, gli Stati Uniti “hanno aggiunto Haniyah alla lista dei terroristi globali”.

La decisione include anche i movimenti palestinesi e egiziani “Al-Sabirin”, “Hasm” e “Lewa Al-Thawra” in Egitto.

Da parte sua, il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha giustificato l’inclusione di Haniyah e dei tre movimenti come “gruppi e figure terroristiche fondamentali” che minacciano la stabilità in Medio Oriente, minano il processo di pace e attaccano gli alleati degli Stati Uniti – Egitto e Israele.

Ha detto che le misure prese contro il capo di Hamas e dei tre movimenti palestinesi ed egiziani mirano a privarli delle risorse di cui hanno bisogno per pianificare e lanciare attacchi terroristici.

Hamas è nell’elenco dei terroristi degli Stati Uniti dal 1997 ed è stato re-inserito nel 2001 come organizzazione terroristica.

Il movimento ha condannato la decisione degli Stati Uniti definendola “ridicola”.

“Si tratta di un tentativo fallito di esercitare pressioni sulla resistenza armata palestinese”, ha dichiarato il portavoce di Hamas a Gaza, Hazem Qassem, in un comunicato inviato via email al sito di notizie cinesi Xinhua.

“Questo non spezzerà mai la nostra determinazione a portare avanti la resistenza fino alla liberazione dall’occupazione israeliana”, ha aggiunto Qassem.

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