Hummus, falafel e maqluba: a scuola di cucina palestinese con Fidaa Abuhamdieh

Comunicato stampa:
Hummus, falafel e maqluba: a scuola di cucina palestinese con Fidaa Abuhamdieh.

Prima volta a Salerno per la famosa chef e blogger originaria di Hebron. Due incontri, il 16 e il 17 novembre, per imparare i segreti della cucina popolare palestinese. Il corso si terrà presso l’I.I.S.S. Santa Caterina-Amedola. Dopo cinema e letteratura, la rassegna Femminile palestinese passa ai fornelli.

Ultimo appuntamento dell’anno a Salerno con la quarta edizione di Femminile palestinese. Dopo il grande successo degli incontri di Salerno, Napoli e Roma con il regista Amer Shomali, per la prima volta in Italia con il suo film, The Wanted 18, e della presentazione di Uomini sotto il sole, il celebre romanzo di Ghassan Kanafani recentemente ristampato da Edizioni Lavoro, la rassegna culturale, curata da Maria Rosaria Greco e promossa dal Centro di Produzione Teatrale Casa del Contemporaneo, passa ai fornelli.

Il 16 e il 17 novembre, dalle 17 alle 20, si terrà presso l’Istituto superiore Santa Caterina da Siena-Amendola (via Lazzarelli, 12) il corso di cucina popolare palestinese a cura diFidaa Ibrahim Abuhamdieh. Un viaggio, articolato in due tappe, nella cultura gastronomica della Palestina, guidato dalle sapienti mani della famosa chef e blogger originaria di Hebron, per la prima volta a Salerno con Femminile palestinese; per l’occasione, sarà accompagnata da Silvia Chiarantini, appassionata viaggiatrice innamorata della Palestina già ospite della scorsa edizione della rassegna. Le due donne hanno scritto a quattro mani il libro Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese. Il benvenuto è affidato al caffè al cardamomo; poi hummus, falafel, dolci, spezie e tanti altri piatti per addentrarsi nei segreti della tradizione culinaria palestinese. Al termine di ogni lezione seguirà la degustazione delle pietanze preparate.

A fine corso, venerdì 17 novembre, si terrà poi una cena conclusiva, aperta al pubblico previa prenotazione. Si inizia alle ore 20 con la proiezione del documentario Pop Palestine. Salam Cuisine da Hebron a Jenin, realizzato da Alessandra Cinquemani e Silvia Chiarantini.

A seguire, il programma dettagliato del corso:

Giovedì 16 novembre

HUMMUS E NON SOLO: LE SALSE E I DIVERSI TIPI DI PANE

Hummus – crema di ceci

Mutabbal – crema di melanzane affumicate

Salsa di zucchine – zucchine, yogurt e menta

Mana’ish za’atar – focaccia con una miscela di erba a base di timo

Khobz – pane arabo

Spezie ed erbe della cucina palestinese

Venerdì 17 novembre

IL PIATTO DELLE FESTE: LA MAQLOUBA E ALTRE DELIZIE PER RIUNIRSI INTORNO AL CIBO

Maqlouba* – piatto unico di riso, verdure e pollo

Mujaddara – burgul e lenticchie con cipolla caramellata

Labneh** – yogurt colato con erbe e spezie

Falafel** – polpette di ceci

Basbousa – dolce di semolino

Burbara o Ashura – dolce di grano e frutta secca

Caffè al cardamomo

* Ad eccezione della Maqlouba, tutti i piatti sono vegetariani e vegani.

** Labneh e Falafel verranno preparati nella prima lezione, ma la degustazione avverrà in quella successiva per permettere la colatura dello yogurt e lasciare i ceci in ammollo per almeno 24 ore prima di essere frullati.

Il corso è a pagamento. La quota di partecipazione, inclusiva della cena finale, è di 60,00€. È possibile partecipare soltanto alla cena conclusiva, previa prenotazione: il contributo richiesto è di 20,00€.

Chef e blogger palestinese, Fidaa Ibrahim Abuhamdieh vive a Ramallah, dove tiene corsi di cucina e si occupa di comunicazione in ambito gastronomico per progetti internazionali. Ha studiato alla scuola di cucina Notre Dame di Gerusalemme, si è laureata in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione all’Università di Padova, ed ha frequentato il Master su Nutrizione di comunità ed educazione alimentare. Cura un blog sulla cucina palestinese (fidafood.blogspot.it), e la rubrica Sapori e identità sulla rivista Nena News, dove ogni settimana pubblica una ricetta del Medio Oriente.

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La rassegna. Femminile palestinese, giunta quest’anno alla quarta edizione, continua l’analisi dello scenario contemporaneo in Palestina a 69 anni di occupazione dal 1948 ma, soprattutto, a 50 anni dalla “Guerra dei Sei Giorni”. In questa riflessione, il ruolo della donna è ancora una volta centrale per i percorsi culturali che sa attivare e per come sa ridisegnare e mettere in discussione i confini e le narrazioni dominanti. La rassegna è scandita dalla presenza di giornaliste, arabiste, registe, chef, studiose della cultura e della società palestinese.

La rassegna dà appuntamento al 2 marzo 2018 quando, all’Università degli Studi di Salerno, si svolgerà un convegno sul tema della libertà accademica con Ilan Pappe, professore di Storia dell’University of Exeter e Ruba Salih, docente di Antropologia alla SOAS University of London.

Il progetto è promosso dal Centro di Produzione Teatrale Casa del Contemporaneo con il partenariato di Regione Campania, Comune di Salerno, Università di Salerno, Museo MADRE – Museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli, Nena News Agency, Fondazione Salerno Contemporanea, Accademia di Belle Arti di Napoli, Università La Sapienza di Roma, Comunità palestinese Campania, Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico, Istituto Santa Caterina da Siena – Amendola. Il quotidiano Il Manifesto è media partner.

Per maggiori informazioni o per organizzare interviste con la curatrice Maria Rosaria Greco, con la chef Fidaa Ibrahim Abuhamdieh, contattare l’Ufficio stampa della Rassegna:

nenanewsagency@gmail.com e alberto.gentile87@gmail.com

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