I dati del 'laptop atomico iraniano' provengono da un gruppo terroristico.

I dati del "laptop atomico iraniano" provengono da un gruppo terroristico
Di Gareth Porter

WASHINGTON, 29 febbraio (IPS) – L’amministrazione Bush ha insistito a lungo sui "documenti del laptop" – 1000 pagine di documentazione tecnica, presumibilmente tratti da un laptop iraniano rubato – come prove delle intenzioni iraniane di costruire un’arma nucleare. Le accuse basate su questi documenti rappresentano gli unici ostacoli che impediscono all’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) di dichiarare che l’Iran ha appianato tutte le questioni irrisolte circa
il suo programma nucleare.

Ma questi documenti sono stati a lungo considerati con grande sospetto da analisti statunitensi e stranieri. I funzionari tedeschi nel novembre 2004 hanno identificato la fonte dei documenti nei Mujahideen e Khalq (MEK), e nel suo braccio politico, il Consiglio Nazionale della Resistenza in Iran (NCRI), considerato dal Dipartimento di Stato americano un’organizzazione terrorista.

Ci sono alcune indicazioni, inoltre, che il MEK avrebbe ottenuto i documenti non da una fonte iraniana, ma dal Mossad.

Nel suo ultimo rapporto sull’Iran, diffuso il 22 febbraio, l’AIEA, sotto forte pressione dell’amministrazione Bush, incluse le descrizioni dei piani di un impianto per la produzione di uranio tetrafluoride, le specifiche tecniche per il test di esplosivi e lo schema del progetto di una testata MIRV, che potrebbe ospitare un’arma nucleare. All’Iran è stato chiesto di fornire spiegazioni riguardo queste presunte attività.

Teheran ha denunciato i documenti su cui si basano le accuse come invenzioni fornite dai MEK, e ha chiesto copia dei documenti per analizzarli, ma gli Stati Uniti hanno rifiutato di farlo.

L’affermazione iraniana è supportata da dichiarazioni di funzionari tedeschi. Pochi giorni dopo che l’allora Segretario di Stato Colin Powell ha annunciato l’esistenza dei documenti, Karsten Voight,
coordinatore per le relazioni tedesco-americane e il Ministro degli Esteri tedesco, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal il 22 novembre 2004, avrebbe dichiarato che le informazioni erano state fornite da un "gruppo dissidente iraniano".

Un funzionario tedesco al corrente della questione ha confermato al sottoscritto che il NCRI era la fonte dei documenti tratti dal portatile. "Vi posso assicurare che i documenti provengono dall’organizzazione di resistenza iraniana", ha detto la fonte.

I tedeschi sono stati profondamente coinvolti nella raccolta di intelligence e di analisi per quanto riguarda il programma nucleare iraniano. Secondo un resoconto della giornalista del Washington Post Dafna Linzer, subito dopo che i documenti tratti dal portatile sono stati citati per la prima volta in pubblico da Powell alla fine del 2004, i funzionari statunitensi hanno dichiarato che il computer era stato rubato ad un iraniano che i servizi segreti tedeschi avevano cercato di reclutare, e era stato dato ad un funzionario dei servizi di una città non specificata in Turchia.

La versione tedesca delle origini dei documenti contraddice l’insistenza dei anonimi funzionari dei servizi statunitesi citati dai giornalisti William J. Broad e David Sanger nel novembre 2005, secondo
i quali i documenti non verrebbero da nessun gruppo della resistenza iraniana.

Nonostante sia stato considerato organizzazione terroristica, il MEK è considerato positivamente dai neoconservatori e dal Pentagono, che dal 2003-2004 propongono di usarli come parte di una politica per destabilizzare l’Iran. Dopo il 2002 gli Stati Uniti hanno utilizzato informazioni provenienti dal MEK su questioni militari. È considerato una credibile fonte di intelligence sul programma nucleare iraniano dopo il 2002, soprattutto per via dell’identificazione della struttura di Natanz come sito nucleare.

La fonte tedesca ha detto di non sapere se i documenti siano autentici o no. Tuttavia, gli analisti della CIA e funzionari europei e dell’AIEA che hanno avuto accesso ai documenti nel 2005 si sono detti molto scettici circa la loro autenticità.

Il giornalista del Guardian Julian Borger ha citato lo scorso febbraio un ufficiale dell’AIEA che dichiarava l’esistenza di "dubbi riguardo la provenienza del computer".

Un alto diplomatico europeo che ha esaminato i documenti è stato citato dal New York Times, nel novembre 2005, dichiarare "sarei in grado di fabbricare personalmente dati del genere. Sono ben fatti, rimangono molti dubbi".

Scott Ritter, l’ex funzionario di intelligence militare degli Stati Uniti che è stato capo ispettore delle Nazioni Unite in Iraq tra il 1991 e il 1998, osservava in un’intervista che la CIA ha la capacità
di testare l’autenticità dei documenti tramite test che rivelino quando le diverse versioni dei documenti sarebbero stati creati.

Il fatto che l’agenzia non possa escludere la possibilità di falsificazioni, secondo Ritter, indica che o non si sia scelto di fare tali prove o che il test aveva rivelato la frode.

Nonostante la credibilità acquisita col "colpo" di intelligence di Natanz nel 2002, le informazioni fornite dal MEK sul programma nucleare iraniano sono state molto scarse. La CIA ha continuato a
presentare le informazioni del gruppo iraniano su lavori relativi alla produzione di armi nucleari iraniane all’AIEA nel corso dei successivi cinque anni, senza identificare la fonte.

Ma queste informazioni si sono rivelate inaffidabili. Un alto funzionario dell’AIEA ha dichiarato al Los Angeles Times, nel febbraio 2007, che dal 2002, "quasi tutte le informazioni di intelligence forniteci si sono rivelate sbagliate".

L’ex vice direttore del Dipartimento di Stato per l’intelligence in Medio Oriente e in Asia meridionale Wayne White dubita che il MEK abbia effettivamente avuto i necessari contatti con la burocrazia e la comunità scientifica iraniana per poter ottenere informazioni su Natanz e i documenti del portatile. "Trovo molto difficile credere che i sostenitori del MEK siano accuratamente radicati nella burocrazia iraniana", dice White. "Non credo che abbiano informatori chiave all’interno del governo iraniano".

Nella sua relazione del febbraio 2006 sui documenti, la giornalista del Post Linzer ha detto che gli analisti della CIA avevano speculato che un "paese terzo, come Israele, avesse fabbricato le prove". Hanno infine "scartato la teoria", ha scritto Linzer, senza spiegare il perché.

Dal 2002 sono emerse nuove informazioni che indicano che il MEK non ha ottenuto i dati del 2002 su Natanz, ma li avrebbero ricevuti dall’agenzia di intelligence israeliana del Mossad. Yossi Melman e Javadanfar Meier, che hanno scritto l’anno scorso l’anno scorso un libro sul programma nucleare iraniano, hanno citato un "alto ex ufficiale dell’intelligence israeliana" che ha dichiarato nel 2006 che l’intelligence israeliana sapeva di Natanz da almeno un anno prima della conferenza stampa iraniana. Hanno spiegato che avevano scelto di non rivelare questo al pubblico "a causa di preoccupazioni per la sicurezza delle fonti che hanno fornito le informazioni".

Shahriar Ahy, consigliere del leader monarchico Reza Pahlavi, ha detto alla giornalista Connie Bruck che le informazioni dettagliate su Natanz non venivano dal MEK, ma da "un governo amico, e sono giunte da più di un gruppo di opposizione, non solo dai mujahideen".

Bruck ha scritto sul New Yorker del 16 marzo 2006 che quando gli è stato chiesto se il "governo amico" fosse Israele, Ahy ha sorriso e detto: "Il governo amico non vuole essere considerato la fonte, pubblicamente. Se il governo amico si esponesse pubblicamente al pubblico degli Stati Uniti, allora le informazioni sarebbero ricevute diversamente. Meglio quindi che proven
gano da un gruppo di opposizione". 

Israele ha mantenuto un rapporto con il MEK a partire dalla seconda metà degli anni `90, secondo Bruck, su varie questioni tra le quali l’assistenza all’organizzazione per le trasmissioni del NCRI da Parigi in Iran. Un diplomatico israeliano ha confermato che Israele avrebbe trovato il MEK "utile", segnala Bruck, ma il funzionario ha rifiutato di confermare.

Fonte:
http://ipsnews.net/news.asp?idnews=41416

Traduzione di Daily

© Agenzia stampa Infopal
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