I documenti sulla Palestina: un’analisi di PalestineRemembered.com

 

Di Abu as-Sus (Salah Mansur) (*)

Da quando Al Jazeera e il Guardian hanno reso pubblici i Documenti sulla Palestina, tutti si sono stupiti! La maggior parte dei palestinesi, degli arabi e dei musulmani, è rimasta scioccata dal livello delle concessioni accordate a Israele, mentre in Occidente (in particolare in Europa e negli Usa) non riescono a spiegarsi come Israele abbia potuto rifiutare un'offerta tanto generosa da parte dei palestinesi in cambio della fine del conflitto: far svanire il Diritto al Ritorno dei rifugiati palestinesi e rinunciare al controllo di gran parte della Spianata delle Moschee e di Gerusalemme est! In quest'articolo, presenterò un'analisi del perché non dovremmo rimanere sorpresi di fronte a queste notizie, prevedibili da lungo tempo.

Molti palestinesi (soprattutto all'interno del partito di Fatah) ed arabi si sono ingannati nel credere di poter davvero raggirare Israele, sicuri del fatto che:

  • Israele e le potenze occidentali permetteranno davvero la creazione di uno Stato palestinese nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza occupate;

  • Israele accoglierà tutti i palestinesi che vogliono ritornare in patria;

  • Israele rinuncerà alla sovranità su Gerusalemme est.

In poche parole, chi s'illude, crede ancora che Israele, in quanto Stato sionista a maggioranza ebraica, si auto-smantellerà, e che l'unione dei due stati in un solo Stato a due nazioni sarà solo questione di tempo: tutti castelli in aria. Purtroppo, a nutrire un simile auto-inganno ci hanno pensato i leader palestinesi (incluso Yaser 'Arafat), incapaci di confessare al loro popolo quale sarà il prezzo da pagare per ottenere il loro “Stato-groviera”: non solo rinunciare ai loro diritti di proprietà in Israele (che riguardano oltre il 94% della Palestina storica), ma anche al loro sacro diritto al ritorno e alla sovranità sulla maggior parte di Gerusalemme est. In privato, questi leader hanno negoziato con gli israeliani e gli Usa come se il popolo palestinese non esistesse, e parlato ai palestinesi come se gli israeliani non esistessero! Per esempio, ecco l'estratto di un articolo di Yaser 'Arafat pubblicato sul New York Times il 3 febbraio 2002, nel quale si rinuncia chiaramente al diritto al ritorno dei profughi; ad ogni modo, l'autenticità del pezzo è stata finora smentita dal movimento di Fatah, che ovviamente resta ambiguo sull'argomento.

Comprendiamo le preoccupazioni demografiche d'Israele, e ci rendiamo conto che il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, garantito dalla legge internazionale e dalla risoluzione Onu 194, dev'essere rispettato tenendo conto di simili preoccupazioni.” Cliccare qui per leggere l'intero articolo.

Siamo sinceri: il problema non è limitato a Yaser 'Arafat, Mahmud 'Abbas, Ahmad Quray', Yaser 'Abd Rabbo o Sa'eb Erekat, ma riguarda anche il fatto che le istituzioni democratiche all'interno dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) sono state sistematicamente distrutte, non solo dall'interno della stessa Olp, ma anche dalla maggior parte delle fazioni politiche palestinesi, in particolare Fatah (spina dorsale della politica nazionale). La scarsa affidabilità dell'Olp è dimostrata da come i suoi leader hanno dato per scontato il popolo palestinese, il che naturalmente ha portato ad una crescita esponenziale dei casi di corruzione.

Bisogna considerare il fallimento degli Accordi di Oslo come un'occasione per ricostruire dalla base le nostre istituzioni, che devono essere trasparenti e degne di fiducia, soprattutto per quanto riguarda le questioni di sicurezza nazionale, quali il diritto al ritorno, Gerusalemme e i risarcimenti. Quel fallimento dovrebbe essere un incentivo per cominciare a fare le pulizie di casa.

Per un attimo, immaginate di essere un leader israeliano che desidera veramente raggiungere un accordo con i palestinesi:

  • sareste disposti a trattare seriamente con negoziatori che a voi dicono una cosa e al loro popolo ne dicono un'altra, totalmente diversa?

  • Sareste disposti a trattare seriamente con negoziatori disposti a svendere i diritti di base del popolo che rappresentano?

  • Sareste disposti a trattare seriamente con negoziatori che sono stati destituiti dalle elezioni del 2006?

  • Sareste disposti a trattare seriamente, sapendo che il popolo palestinese è diviso?

Quando Israele tratta con i palestinesi, si aspetta di ricevere in cambio qualcosa di concreto. Tel Aviv sarà disposta a permettere la creazione di uno Stato palestinese a Gaza e in Cisgiordania solo quando sarà certa che il popolo palestinese (e non solo i suoi leader) manterrà la promessa di porre fine al conflitto una volta per tutte. Purtroppo, l'attuale leadership dell'Olp è penosamente debole, e l'unica promessa che possono mantenere a Israele è di fargli da carcerieri in Palestina: quanta vergogna!

Condividete pure con i vostri amici e i vostri cari

La nostra DATA si è FERMATA sessantadue anni fa; se Dio vuole, prima o poi ritorneremo.

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Abu as-Sus (Salah al-Mansur)

Chicago – Usa

(*)Fondatore e direttore di PalestineRemembered.com, la più grande comunità palestinese online

 

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