I funzionari palestinesi denunciano la confisca israeliana delle terre in Cisgiordania

294827_345x230Gerusalemme – AFP e Maan. Domenica, il capo negoziatore palestinese Saeb Erakat ha richiesto un’azione diplomatica contro Israele in risposta alla sua mossa di annettere 4.000 dunam (1.000 acri) di terra palestinese a sud di Betlemme in Cisgiordania.

“Il governo israeliano sta commettendo vari crimini contro il popolo palestinese e la sua terra”, ha dichiarato Erekat ad AFP. “La comunità internazionale dovrebbe al più presto ritenere Israele responsabile per i suoi crimini e le sue incursioni contro il nostro popolo a Gaza e per l’attività degli insediamenti israeliani in corso in Cisgiordania e a Gerusalemme est”.

La politica del primo ministro Benjamin Netanyahu di costante espansione degli insediamenti sulla terra che i palestinesi rivendicano per un futuro Stato è considerata illegale da parte dell’Unione Europea e un “ostacolo alla pace” dagli Stati Uniti.

Hanan Ashrawi, alto funzionario dell’Olp, ha dichiarato: “L’annuncio di oggi rappresenta chiaramente l’intenzione deliberata di Israele di spazzare via ogni presenza palestinese dal territorio e di imporre volontariamente una soluzione de facto dell’unico stato”.

Circa 550.000 israeliani vivono in mezzo a 2,4 milioni di palestinesi in Cisgiordania e nella Gerusalemme Est occupata, territorio che Israele conquistò nel 1967 durante la Guerra dei Sei Giorni e successivamente annesse in una mossa non riconosciuta dalla comunità internazionale.

Soluzione dello Stato Unico

Peace Now ha dichiarato: “Per quanto ne sappiamo, questa dichiarazione è senza precedenti nel suo ambito dal 1980 e può cambiare radicalmente la realtà del Gush Etzion e delle aree di Betlemme”.

Peace Now vede questa dichiarazione come una prova che il primo ministro Netanyahu non aspira a un nuovo ‘orizzonte diplomatico’, ma continua a porre ostacoli alla visione dei due stati e a promuovere una soluzione dello stato unico.

“Dichiarando altri 4.000 dunam come terra di stato, il governo israeliano pugnala alla schiena (il presidente palestinese Mahmoud Abbas) e le forze palestinesi moderate, dimostrando ancora una volta che la violenza offre concessioni a Israele mentre la nonviolenza ha come risultato un’espansione degli insediamenti”.

Il funzionario di Peace Now Hagit Ofran ha dichiarato ad AFP che la base giuridica di tale confisca delle terre risale a una sentenza del 1858 dei governanti ottomani della regione.

Ofran ha aggiunto: “Temiamo che Netanyahu effettuerà una grande espansione a causa della pressione dalla sua ala destra e della sensazione che la guerra non sia finita con molti successi”.

Dalla metà di giugno, le autorità israeliane hanno annunciato più di 1.472 nuove abitazioni di insediamento, in programma per ospitare circa 6.000 coloni ebrei in tutta la Cisgiordania, inclusi i dintorni di Betlemme.

Gli insediamenti israeliani sono generalmente costruiti sulle colline nei dintorni di città e villaggi palestinesi e i critici accusano che sono collocate strategicamente in modo da circondarli e rendere impossibile uno stato palestinese contiguo.

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