‘I percorsi della memoria’: progetto sionista di pulizia etnica totale della Palestina.

Di Saed Bannoura – Imemc. Dopo un discorso tenuto alla Conferenza di Herzliya, nella quale aveva decantato l’importanza dei siti d’importanza storica e dei progetti che leghino gli ebrei di tutto il mondo al programma sionista, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato un piano della durata di cinque anni per costruire una rete di “Percorsi della memoria”, ovvero una rete di ‘strade culturali’ che attraverserà tutta la Cisgiordania, annettendo così altra terra palestinese.

Netanyahu ha annunciato questo progetto alla conferenza di Herzliya, tenutasi lo scorso mese a Tel Aviv; una conferenza ritenuta centrale per quanto riguarda la programmazione delle attività del movimento sionista. Netanyahu ha affermato in quella sede che l’esistenza di Israele dipende più dall’attitudine della gioventù e degli ebrei in tutto il mondo a creare un legame affettivo col Sionismo che dalla sua effettiva potenza militare.

Il Sionismo è un movimento sorto nell’Ottocento in Europa, con il dichiarato intento di stabilire uno “stato ebraico” sulla terra di Palestina. Tale movimento ha raggiunto il suo apice con la creazione dello Stato israeliano, nel 1948, che ha causato la confisca di metà della Palestina storica e ha costretto la popolazione che vi viveva ad andarsene per far posto ai ‘coloni’ ebrei.

Il piano di Netanyahu comporterà l’usurpazione illegale di terra palestinese allo scopo di creare una pseudo-narrazione storica che nega ai palestinesi la loro identità storica e il loro legame di lunga data con la terra in cui vivono.

Il piano per costruire la rete di “Percorsi della memoria” si avvale di un finanziamento di 200 milioni di dollari: il primo ministro israeliano ha garantito a chi lo sostiene che esso vale davvero la cifra stanziata…

Trentasette siti archeologici verranno restaurati grazie a questo stanziamento, e due nuovi percorsi verranno costruiti per metterli in collegamento con il già esistente “Israel Trail”. Il tutto per legare sempre più alla terra, a livello affettivo, gli studenti israeliani e le loro famiglie.

Tra i siti inclusi in questa rete vi sono Tel Lachish, Neot Kedumim, Susia, Qumran, Beit She'an, Tel Meggido, Tiberias, Tel Arad, Tel Dan e la ‘Città di Davide’ a Gerusalemme.

I soldi stanziati per questo progetto dovrebbero servire anche a finanziare un progetto del regista Steven Spielberg sulla “cinematografia ebraica”.

Dello stesso autore:

Insediamenti, ciò che gli Usa non dicono.

© Agenzia stampa Infopal
E' permessa la riproduzione previa citazione della fonte "Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it"