Il centro “al-Quds”: nei prossimi giorni l’occupazione confischerà terre in Cisgiordania

Ramallah – Quds Press. Il centro al-Quds, specializzato nella tutela dei diritti dei Palestinesi e nel monitoraggio delle violazioni israeliane, ha rivelato che l’Amministrazione Civile (subordinata all’esercito d’occupazione) ha emesso 51 ordinanze di confisca nei territori palestinesi.

In un rapporto pubblicato lunedì (11/11) il centro ha precisato che tali misure prevedono la confisca di 6850 dunum di terra palestinese, distribuiti nella maggior parte delle province cisgiordane.

Il rapporto sottolinea come tali provvedimenti coincidano perfettamente tanto con il discorso tenuto da Benjamin Netanyahu durante l’ultima campagna elettorale, quanto con i progetti presentati da alcuni membri della coalizione razzista attualmente al comando della Knesset israeliana.

Il centro ha chiarito che “le suddette ordinanze riguardano, per la maggior parte, terreni già confiscati tra il 2002 ed il 2006 allo scopo di edificare il muro dell’Apartheid. A partire da quegli anni, tali appezzamenti sono stati oggetto di sequestri ‘temporanei’, i quali sono stati rinnovati ogni 3 o 5 anni. La dinamica di tali rinnovi ha di fatto annientato la possibilità di presentare ricorso contro gli espropri: molte ordinanze, infatti, furono impugnate all’epoca delle loro prime emanazioni; tuttavia le lungaggini giudiziarie hanno portato tali istanze a decadere, posto che con l’introduzione dei rinnovi ogni contenzioso in atto in precedenza sui medesimi terreni finiva automaticamente per essere archiviato”.

Il rapporto avverte inoltre che alcune delle nuove ordinanze non riguardano terreni già confiscati in precedenza: ciò significa che i sequestri riguarderanno non solo le aree già interessate in passato, ma anche nuovi appezzamenti.

I provvedimenti emessi contengono inoltre progetti riguardanti l’intenzione di Tel Aviv di realizzare un polo industriale presso l’insediamento ebraico di Etzion, unitamente ad un certo numero di arterie stradali finalizzate a garantire i collegamenti tra le colonie israeliane della zona.

Un discorso simile riguarda anche le aree di Hizma e ‘Anata (site entrambe nel governatorato di Gerusalemme), presso le quali verranno realizzate alcune nuove strade a beneficio dei coloni.

Il rapporto afferma che “nonostante i provvedimenti siano stati emessi col prestesto della sicurezza, basta un’occhiata alla cartina geografica per rendersi conto che migliaia di dunum palestinesi sono già stati divorati dal muro d’Apartheid con la medesima scusa”.

Si precisa inoltre che tanto le ordinanze di rinnovo, quanto le misure degli anni precedenti non contengono riferimenti a diverse migliaia di dunum che invece risultano incluse in alcuni dei nuovi provvedimenti, “con gran sorpresa del cittadino palestinese in merito al proprio diritto di usufruire di quanto rimaneva della propria terra in conseguenza degli espropri pregressi”.

Le nuove misure sono peraltro accompagnate “dall’istituzione di una fascia territoriale di circa 150 metri di spessore che si snoda lungo i confini dei terreni sequestrati: in tale spazio qualsiasi attività sarà interdetta ai Palestinesi, sia anche il pascolo del bestiame”.

Il rapporto conclude sottolineando che se alle aree confiscate si aggiunge quest’ulteriore fascia di 150 metri, l’estensione totale dei terreni espropriati supererà di gran lunga la superficie contemplata nelle ordinanze precedenti. In merito a tutta questa superficie territoriale la giurisdizione israeliana, di fatto, non consente la presentazione di alcun tipo di esposto.

Traduzione per InfoPal di Giuliano Stefanoni

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