Il Centro sui Prigionieri Palestinesi: nel mese di novembre 1 detenuto morto e 360 arresti

Ramallah – Quds Press. L’ufficio statistico del Centro sui Prigionieri Palestinesi ha dichiarato che le forze d’occupazione, nel mese di novembre, hanno arrestato 360 Palestinesi, tra i quali figurano 8 donne e 58 bambini.

In una dichiarazione rilasciata nella giornata di domenica (01/12), il centro ha ricordato il decesso del detenuto Sami Abu Diyak, avvenuto nelle carceri dell’occupazione a causa di una negligente assistenza medica.

Nel comunicato si afferma che 7 arresti sono stati effettuati ai danni di residenti nella Striscia di Gaza. Tra essi compaiono anche due commercianti, fermati presso il varco di Bayt Hanun.
Altri arresti hanno riguardato un paio di pescatori che stavano portando avanti la propria attività al largo di Rafah, e due di ragazzi accusati di aver oltrepassato la linea di confine della Striscia orientale.

Il centro ha inoltre sottolineato come, durante lo scorso mese, Adnan Ghaith sia stato più volte convocato ad interrogatori ed arrestato da parte dei reparti militari israeliani di stanza nel governatorato della Città Santa. Persino il ministro palestinese per gli Affari gerosolimitani, Fadi al-Hadmi, è stato arrestato dopo aver ricevuto una convocazione.

Il comunicato ha inoltre sottolineato come, durante lo scorso mese, le forze dioccupazione abbiano continuato a prendere di mira le donne, il numero di arresti nei confronti delle quali è salito a 8. Tra esse c’è anche Kifah ‘Ammuri, madre del detenuto Wisam Hanun, fermata durante la visita al figlio presso la prigione di Meghiddo.

Il centro ha messo in evidenza anche il fatto che, durante il mese di novembre, siano stati eseguiti ben 58 arresti ai danni di minorenni palestinesi, il più giovane dei quali è Basim Hani Ashur (di 10 anni), proveniente da Qalqis (sita nei pressi di Hebron) e arrestato mentre tornava da scuola. Un altro bambino, Rida Mahmud Jawabra, undicenne, è invece residente presso campo profughi di ‘Arub, a nord di Hebron.

Il comunicato ha reso noto che il numero di prigionieri deceduti nelle carceri dell’occupazione, con l’aggiunta di Sami Abu Diyak (37 anni) ha raggiunto le 222 unità. L’uomo si è spento nell’ospedale della prigione di Ramla.

Diyak era stato arrestato nel 2002. Al momento della sua condanna a tre ergastoli non risultava affetto da alcuna patologia. Sottoposto ad un’operazione chirurgica presso l’ospedale israeliano di Soroka, subì le conseguenze di una maldestra condotta da parte dei medici.

Il centro ha inoltre sottolineato il fatto che due prigionieri palestinesi stiano attualmente portando avanti uno sciopero della fame come forma di protesta contro l’ingiustificata detenzione amministrativa che gli è stata imposta. Si tratta di Musab Tawfiq al-Hindi, ventinovenne del villaggio di Tal (ad ovest di Nablus) giunto al 69° giorno di astensione dal cibo, e Ahmad ‘Umar Zahran, quarantaduenne la cui protesta dura da 71 giorni. Il prolungatissimo sforzo ha minato seriamente la salute di entrambi.

Il comunicato ha messo in evidenza come le autorità dell’occupazione abbiano continuato ad emanare ordinanze di detenzione amministrativa, puntando il dito contro 74 sentenze formulate dai tribunali israeliani, 34 dei quali tesi a confermare misure già stabilite in precedenza, mentre i restanti 40 rappresentano provvedimenti ex novo. La durata media delle pene comminate varia tra i 2 ed i 6 mesi.

Traduzione per InfoPal di Giuliano Stefanoni

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