‘Il Dal Molin passa ai militari Usa. Al via la ‘Ederle 2’.

"La sottomissione a una legge di Stato totalmente o in parte ingiusta è un baratto immorale con la libertà" (Gandhi, "Antiche come le montagne").

Siamo in balia di leader politici italiani, di destra come di sinistra, nostri rappresentanti, che non hanno cura alcuna della nostra sicurezza: concedere ancora campo alle basi Usa, in nome di trattati siglati ormai sessant’anni fa e da cui dovremmo completamente sganciarci, in nome delle lobbies e di chissà che altro, è una follia che non tiene conto del mutato scenario geo-politico mondiale e che ci mette in grave rischio. Si pensi al possibile attacco statunitense all’Iran: le "nostre" basi, come già per altre guerre, ne sarebbero coinvolte. Il nostro governo, noi cittadini, il nostro suolo sovrano, i nostri cieli, collaborerebbero all’ennesima carneficina compiuta da un Impero ormai in totale declino finanziario, economico e morale. L’Italia rimane, ancora e sempre, aggrappata a un carrozzone che già molto male ha portato al mondo e che tanti conflitti e ingiustizie ha scatenato. Un carrozzone in rotta di collisione. E loro, i nostri ministri, parlamentari, presidenti, vi sono ancorati come la medusa al corpo di un bagnante. Loro, i nostri governanti, a cui, evidentemente, non sta affatto a cuore la nostra sicurezza – nonostante le fanfare politico-mediatiche della "guerra al terrorismo globale", la caccia a stranieri, rom e islamici -, ci stanno facendo precipitare verso un baratro immorale e pericoloso per la nostra incolumità di singoli e di nazione. Altroché "minaccia" islamica: qui siamo di fronte al rischio di una guerra eurasiatica scatenata dagli Usa, che ci travolgerà in pieno.

"La perfetta disubbidienza civile è una ribellione priva di violenza", "La resistenza civile è la più potente espressione dell’angoscia di un’anima e un’eloquente protesta contro il perdurare di uno stato malvagio" (Gandhi, op. cit.).

http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_30/base_usa_vicenza_a7c724b8-8eb9-11dd-8a6d-00144f02aabc.shtml

L’aeroporto Oggi la cessione dell’area. Domenica la città al voto

Vicenza, il Dal Molin passa
ai militari Usa. Al via la «Ederle 2»

L’8 ottobre nuovo pronunciamento del Tar

MILANO — Tutto secondo i piani. Oggi, con una conferenza stampa in Prefettura a Vicenza, il commissario di Governo Paolo Costa annuncerà «la cessione dell’area dell’aeroporto Tommaso Dal Molin che verrà messa nelle disponibilità degli Stati Uniti». Via dunque con il progetto presentato dallo stesso Costa nonostante la spada di Damocle di un referendum cittadino e il nuovo pronunciamento del Tar. Ma indietro non si torna, i contestati lavori per l’ampliamento della base americana Ederle 2 inizieranno senza indugi per terminare nel 2012. Verranno costruiti alloggi (dai monolocali per i militari single agli appartamenti per famiglie fino alle ville indipendenti per gli ufficiali) in cui andranno a vivere i 2.000 soldati Usa oltre a aree di svago, centro fitness, campo sportivo, centro multiculturale e multireligioso, uffici e officine. Valore dell’appalto, vinto dalla cooperativa rossa Cmc di Ravenna, 300 milioni di euro. Il piano include anche la nuova pista che verrà spostata per renderla più funzionale alle attività civili del locale aeroclub e sulla quale «non atterreranno e non decolleranno apparecchi militari americani». Ma nemmeno aerei commerciali perché «un aeroporto civile a Vicenza non ha senso».
La scelta di annunciare oggi il passaggio di consegne, come ammette il Commissario Costa, cade in un momento «particolare » per Vicenza e rischia di accendere gli animi, già caldi (manifestazioni e scontri con la polizia hanno caratterizzato tutto l’iter del progetto) di chi si oppone alla base. Domenica 5 ottobre si terrà infatti il referendum deciso dal sindaco della città, Achille Variati del Pd, per chiedere ai vicentini se vogliono che il Comune acquisti l’area, di proprietà del demanio dello Stato, su cui sorgono aeroporto e base. Referendum già stigmatizzato da Silvio Berlusconi che in una lettera inviata a Variati nelle settimane scorse aveva bollato la decisione come «gravemente inopportuna ». Un quesito ormai inutile, secondo Costa, nonostante Comune e comitato No Dal Molin proprio in queste ore stiano dibattendo sul quorum (35 mila votanti) referendario. Perché a Vicenza, a questa consultazione, nonostante le dichiarazioni del Commissario, si dà molta importanza. Chi per motivi politici, chi per problematiche legate all’ambiente, arrivando a legare l’opposizione alla Ederle 2 con le discariche campane e la Tav: «C’è un filo rosso che collega Chiaiano a Vicenza alla val di Susa—dice Cinzia Bottene portavoce dei No Dal Molin —. Si tratta sempre della difesa dei beni comuni, del territorio che viene da popolazioni che non sono d’accordo con la destinazione decisa dal Governo».
Inoltre, l’8 ottobre, sui lavori di ampliamento della Ederle 2 tornerà a pronunciarsi anche il Tar del Veneto che, accogliendo un ricorso del Codacons, in giugno aveva congelato il progetto per «irregolarità procedurali ed errate valutazioni ambientali », ordinanza poi ribaltata dal Consiglio di Stato. Ma nulla potrà fermare i lavori perché in gioco c’è «l’affidabilità dell’Italia». Gli Sati Uniti difficilmente avrebbero compreso un dietrofront dopo che gli accordi sulla base Ederle sono stati confermati da tre esecutivi (Berlusconi 1 e 2, Prodi 2) e dal presidente della Repubblica Napolitano.
La cessione dell’area dell’aeroporto Dal Molin (che rientra nel piano di riposizionamento delle truppe Usa in Europa), secondo gli accordi con Washington è un aiuto di retrovia, una moneta di scambio: vi diamo la base, in cambio non ci chiedete di inviare altri soldati in zone di guerra (Iraq e Afghanistan). E i vicentini? Chi tra loro è contrario all’ampliamento della base si consoli con la circonvallazione. Il Governo, a titolo di «risarcimento », ha promesso il suo impegno per completarla.

Roberto Rizzo
30 settembre 2008

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