Il quotidiano Ma’ariv rivela che Gaza sarà il prossimo obiettivo del nuovo ministro della Difesa israeliano.

Il giornale israeliano Maariv ha rivelato che Gaza sarà il prossimo obiettivo e il banco di prova per il nuovo capo dell’esercito Ghabi Ashkenazi. Un obiettivo che ridarà valore all’esercito israeliano e rappresenterà un avvertimento a Hezbollah.

Secondo Maariv, la Striscia di Gaza potrà essere divisa in due parti sotto direzione militare: nella zona del centro, con l’aiuto dello Shabak, l’esercito è riuscito a mantenere "il fuoco sotto controllo" come risultato della pressione sulle organizzazioni palestinesi.

Il giornale sostiene che la situazione della zona sud, sotto la direzione dell’ufficiale Chico Tamir, è passibile di un veloce cambiamento, poiché i missili Al-Qassam, che si abbattono contro la città Sderot, costringeranno l’esercito di occupazione a rispondere con forza nonostante la "tregua" in corso con i palestinesi.

Tamir sostiene che la Striscia di Gaza si sta trasformando, giorno dopo giorno, in un "dinosauro", perché le fazioni palestinesi "approfittano della calma per armarsi e hanno iniziato a produrre missili che portano esplosivi di alta qualità che rimangono utilizzabili a lungo, al contrario di prima. Inoltre, invece di lanciare decine di razzi verso Israele ogni settimana, sono passati a un numero più limitato ma che uccidono". E ha aggiunto: "Le fazioni palestinesi stanno ancora lavorando per far funzionare le gallerie e far entrare illegalmente mezzi di combattimento per aumentare la loro forza".

Gli ufficiali di stanza al sud affermano che "questa volta, il colpo deve essere doloroso, così si renderanno conto che siamo pronti a tutto per impedire loro di lanciare missili".

Il giornale Maariv ha ricordato che le sfide che dovrà affrontare Ashkenazi saranno su quattro direzioni: i territori palestinesi, l’Iran, la Siria, il Libano con Hezbollah. Per quanto riguarda l’Iran, spiega che la guerra non è incombente; per ciò che concerne gli Hezbollah, sono ancora impegnati a ricostruire la propria forza per aprire altri fronti contro Israele.

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