Il Sud Africa richiama l’ambasciatore di Israele

Imemc. La sede in Qatar di Al-Jazeera ha riferito che il Sudafrica ha convocato il suo ambasciatore israeliano per protestare contro l'attacco mortale condotto dagli israeliani nei confronti delle navi della Freedom Flotilla diretta a Gaza, cariche di rifornimenti umanitari e con attivisti per la pace a bordo.

L'attacco ha provocato la morte di nove attivisti e decine di feriti. Il Sud Africa ha dichiarato che questo attacco è una diretta violazione del diritto internazionale, aggiungendo che avrà significativi effetti negativi sulle reali possibilità di raggiungimento di una pace duratura per quel che riguarda il conflitto mediorientale.

Il Sud Africa ha aggiunto che questo richiamo non sarà permanente e che l'ambasciatore sarà rimandato in Israele dopo aver effettuato una consultazione.

Il governo del Sudafrica ha manifestato poi come non abbia intenzione di espellere l'ambasciatore israeliano, tanto meno di rompere le relazioni diplomatiche con il Paese in questione.

La mossa ha il solo scopo di esprimere la condanna da parte del Sud Africa per l'attacco assassino contro le navi e gli attivisti.

In risposta a questa decisione, il ministero degli Esteri israeliano ha semplicemente affermato “di deplorarla”. Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, ha dichiarato che gli attivisti della Freedom Flotilla “sostengono il terrorismo e non hanno nulla a che fare con i diritti umani.”

La Turchia, la patria della maggior parte degli attivisti uccisi e feriti, ha denunciato con forza l'attacco israeliano e ha cancellato l'esercitazione militare congiunta con Israele.

Martedì, anche il Nicaragua ha rotto le relazioni diplomatiche con Israele e ha rilasciato una dichiarazione nella quale si insisteva su quella che è la natura illegale dell'attacco.

Vale la pena ricordare che le Nazioni Unite hanno richiesto un'inchiesta imparziale sull'attacco sferrato da Israele in acque internazionali, ma Israele ha respinto tale decisione e ha confermato che non coopererà con l'inchiesta.

Diversi ministri israeliani continuano a dire invece che gli attivisti non violenti “in realtà appoggiano il terrorismo”. Israele sostiene che le navi trasportassero armi, mentre la ricerca condotta sulle navi, condotte fino al porto di Ashdod, non ha portato all'individuazione di nessuna delle armi rivendicate.

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