Il turismo sessuale israeliano è il risultato della normalizzazione con gli EAU

MEMO. È difficile credere alle testimonianze dei turisti israeliani di ritorno dagli Emirati Arabi Uniti, che descrivono Dubai come la Las Vegas del Medio Oriente, riferendosi alla diffusione della prostituzione e del commercio del sesso, che non si addicono a un paese arabo musulmano.

Rapporti da Israele rilevano che 8000 israeliani si sono recati a Dubai per celebrare il nuovo anno. Sembra che si siano portati hashish e marijuana con loro negli Emirati Arabi Uniti, nonostante le rigide leggi sulla droga che prevedono fino a 20 anni di reclusione e talvolta la condanna capitale per il traffico di droga.

Un israeliano che ha ammesso di aver trafficato droga a Dubai ha detto al Channel 12 israeliano di non temere l’arresto. “Abbiamo solo contrabbandato hashish e marijuana per festeggiare (il Capodanno) e sballarci”, ha spiegato. “Non è cocaina, sono droghe leggere. Non credo che finiremo nei guai. Una condanna a morte per poche centinaia di grammi nelle nostre valigie? Fumiamo solo nella nostra camera d’albergo.”

Secondo un israeliano residente a Dubai è in crescita il numero di connazionali israeliani che visitano gli Emirati Arabi Uniti in generale, e Dubai in particolare, che pensano di essere a casa loro e di poter fare quello che vogliono. “La maggior parte dei turisti israeliani a Dubai non indossa maschere, non tiene le distanze sociali e rischia di ricevere multe altissime”. Circa 50 mila israeliani hanno visitato gli Emirati Arabi Uniti da quando è stato firmato l’accordo di normalizzazione a settembre.

Una novità è rappresentata dalle pubblicità turistiche e i manifesti su Dubai che nascondono una realtà oscura, rappresentata da bande di uomini israeliani in viaggio verso la nuova meta di vacanza con in mente la prostituzione. Si riempiono le tasche di migliaia di dollari e con poca o nessuna coscienza trascorrono il loro tempo negli Emirati Arabi Uniti passando da una donna all’altra.

Qualsiasi turista israeliano a Dubai può salire in una stanza d’albergo per partecipare a una festa, pagare 1000 dollari e tuffarsi nel peccato. Tutto questo sta accadendo apertamente, mentre le autorità emiratine chiudono un occhio sui turisti che trascorrono una settimana a Dubai per scopi sessuali.

Un altro turista coinvolto in questa sordida attività a Dubai ha raccontato di essere stato a Bucarest sei volte, ma che ora ritiene che Dubai sia diventata il più grande bordello del mondo con i suoi grandi e lussuosi hotel sulla spiaggia. Egli ha sottolineato che in prima serata decine di donne si siedono sulle sedie colorate fuori dai ristoranti e dai bar intorno ai complessi alberghieri.

I dati che riportano i turisti israeliani di ritorno dagli Emirati Arabi Uniti indicano una spesa tra i 1800 e i 2000 dirham ($ 600) per questo nuovo “mercato della carne”, dove operano senza ostacoli come se si trovassero a Bucarest, a Burgas o a Bangkok.

Un giornalista israeliano che ha incontrato giovani uomini in partenza per Dubai ha rivelato che le conversazioni avute vertevano su dichiarazioni sessuali abiette e difficili da digerire, che riflettono ciò che sta accadendo oggi negli Emirati Arabi Uniti. Ci si può sedere a mangiare a bordo piscina guardando scene frenetiche di attività sessuale.

“Si tratta di un misto di alcol, ragazze e feste sessuali: i clienti scelgono quel che preferiscono su un iPad o un telefono cellulare”, ha spiegato un israeliano. “Tutto è aperto, come un menu con condimenti per la pizza. Ci sono anche carte che offrono servizi di prostituzione in auto a Dubai, specialmente con ragazze dell’Europa orientale lavoratrici del sesso a Dubai. Tali servizi costano 1000 dirham, circa $ 300”.

Gli israeliani vanno nei nightclub di Dubai, ha aggiunto, dove le prostitute si accompagnano con tutti. “Sembrano modelle, come le ragazze di Instagram in costume da bagno. Si incontrano tutte nella hall di un hotel pieno di 100-150 ragazze che lavorano nel ‘mercato della carne’ di Dubai, come negli Stati Uniti. Ogni persona spende 50 mila NIS, circa $ 15 mila, in una settimana. Sono un sacco di soldi. Ogni giorno porto con me 5 ragazze nell’attico dell’hotel”.

I turisti sessuali israeliani raccontano che gli hotel di Dubai ospitano prostitute da tutto il mondo, tra cui Brasile, Russia, Perù e Bolivia, e costano oltre $ 700 a notte. “Questo è un viaggio costoso e solo gli israeliani con i soldi vanno a Dubai. Un viaggio di fine settimana a Dubai costa sui $ 30000. Tutto è costoso. L’ingresso in un club è di 1000 NIS a persona, poi compri le bottiglie, poi mangi, poi ti arriva una ragazza, e la notte finisce per costare da $ 5000 a $ 6000”.

È difficile credere che Dubai stia assistendo ai peggiori eccessi dell’industria del sesso, ma è vero. Gli israeliani stanno andando a Dubai come andrebbero a Bucarest o in Thailandia, ma a Dubai il prezzo è molto più alto e le prostitute si trovano ovunque. Secondo un campione casuale di turisti sessuali israeliani, Dubai è ora, per loro, una delle principali destinazioni; è la città numero uno per il sesso; ed è più facile per loro viaggiare a Dubai che in Romania, per quanto più costoso.

Quello che sta accadendo a Dubai è un’estensione dell’industria del sesso israeliana, con app di prostituzione che pubblicizzano donne che operano a Dubai. Gli Emirati Arabi Uniti sono diventati la città del peccato del Golfo e una delle capitali mondiali del turismo sessuale. Il frutto della normalizzazione è che gli israeliani sono ora pesantemente coinvolti in tutta la squallida faccenda.

Traduzione per InfoPal di Stefano di Felice

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