Importante astrofisico palestinese in detenzione amministrativa per ordinanza militare di Israele

MEMO/. Lo scorso 2 settembre, il dottor Imad Barghouthi, professore di fisica all’Università palestinese di Al-Quds, è stato posto sotto detenzione amministrativa fino al 15 novembre per ordine di un comandante militare israeliano nella Cisgiordania, ordine arrivato solo poche ore prima del suo rilascio su cauzione precedentemente programmato. 

Il prof. Barghouthi era stato arrestato lo scorso 16 luglio ad un check-point israeliano, poi trattenuto senza imputazioni a suo carico per due settimane e infine accusato per la sua attività su Facebook. Dopo che migliaia di studiosi in tutto il mondo avevano chiesto il rilascio del professore, il suo avvocato era riuscito a ottenere la scarcerazione su cauzione, concessa dal giudice per il 2 settembre. Tuttavia, successivamente a ciò, è stata emessa un’ordinanza militare israeliana in contrapposizione alla decisione del giudice, che perpetua indefinitamente l’ingiusta detenzione del professore. 

Questa prigionia prolungata, che fa ricorso illegalmente alla detenzione amministrativa per prevenire il suo rilascio su cauzione, “[…] viola il diritto dei miei studenti, le mie ricerche e le attività scientifiche”, come affermato dallo stesso prof. Barghouthi in una lettera scritta dal carcere e fatta circolare per mezzo dell’organizzazione internazionale Scienziati per la Palestina.

“Il ripetuto arresto di uno degli scienziati palestinesi più attivi e in vista è un attacco diretto al diritto della Palestina alla scienza, protetto dall’articolo 27 della dichiarazione universale dei diritti umani, dei quali Israele è firmataria, così come dell’articolo 15 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali”, ha dichiarato il premio Nobel per la chimica 2018, George Smith. “La violazione del diritto alla Scienza in un qualunque posto è un attacco agli scienziati di tutto il mondo”. 

Non è la prima volta che le autorità militari israeliane arrestano il prof. Barghouthi. Nel 2014 lo studioso era già stato posto sotto detenzione amministrativa per due mesi, poi nuovamente arrestato nel 2016. In entrambi i casi, il suo arresto scatenò significative condanne da parte della comunità scientifica internazionale. Non si tratta di un caso isolato, bensì è parte di un più ampio schema di contrasto e repressione della società civile e culturale palestinese. 

“In quanto membro della comunità scientifica internazionale, condanno nel modo più forte possibile la detenzione arbitraria e ingiustificata del prof. Barghouthi”, ha affermato Franz Ulm, professore di Ingegneria civile e ambientale al MIT. “Questo è un attacco insensato al professore e alla sua famiglia, così come agli studenti e alla comunità scientifica in ogni parte del mondo”. 

La detenzione amministrativa, una procedura utilizzata dalle autorità palestinesi per incarcerare a tempo indefinito senza processo né capi d’accusa, utilizzata come prassi contro i palestinesi, è condannata dalle Nazioni Unite e viola direttamente l’articolo 14 del Patto Internazionale sui diritti civili e politici. “È veramente preoccupante che le autorità israeliane possano aggredire arbitrariamente un distinto collega palestinese con l’utilizzo di pratiche riconosciute come illegali a livello internazionale. C’è bisogno di una forte risposta dalla comunità scientifica internazionale!”, ha detto Mario Martone, fisico teorico e portavoce di Scienziati per la Palestina.

In risposta alla detenzione del professor Barghouthi, Scienziati per la Palestina ha lanciato una petizione supportata da studiosi come Noam Chomsky, il premio Nobel George Smith e il matematico vincitore della medaglia Fields, David Mumford che, insieme a molti altri, hanno lanciato un appello internazionale per richiedere un trattamento giusto ed equo per il prof. Barghouthi. La petizione può essere firmata a questo link.

Traduzione per InfoPal di Giulia Barbini

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