In Palestina più di 100 violazioni da parte di Israele in una settimana (21 – 27 maggio 2020)

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) ha documentato oltre 100 violazioni del diritto internazionale umanitario da parte delle forze di occupazione e dai coloni israeliani un una sola settimana nei Territori Palestinesi Occupati (TPO)-21 – 27 maggio 2020.

Secondo un rapporto del PCHR pubblicato il 29 maggio, è stato registrato complessivamente un totale di 106 violazioni di diritti umani da parte di Israele; tuttavia le restrizioni imposte dallo stato di emergenza hanno limitato la capacità della ONG di monitorare tutti gli incidenti nei TPO.

Come denunciato dal PCHR, le forze israeliane hanno ucciso cinque civili palestinesi, compreso un minorenne che non costituiva una minaccia imminente, usando proiettili letali durante le incursioni militari israeliane a Ramallah e Tuba.

Inoltre Israele ha continuato ad ampliare le colonie illegali e le relative infrastrutture nella Cisgiordania occupata, compreso lo smantellamento di una roulotte e la demolizione di una casa ancora in costruzione nella zona centrale della Valle del Giordano, con la giustificazione della mancanza di autorizzazione per la costruzione. Tali permessi sono quasi impossibili da ottenere da parte dei palestinesi. 

Il PCHR ha dichiarato che le demolizioni hanno comportato l’uso di bulldozer nel sito archeologico di Sebastia e il furto di pietre antiche nei dintorni.

Attualmente vi sono circa 650.000 coloni israeliani che vivono nei Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est. Tutte le colonie israeliane sono illegali in base al diritto internazionale; in particolare, la Quarta Convenzione di Ginevra proibisce ad una potenza occupante di trasferire la propria popolazione sulla terra occupata.

 

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