In tribunale i due giornalisti arrestati dalle forze dell'Anp. I familiari rifiutano di pagare la cauzione: non vogliamo che diventi un business.

Le forze di sicurezza preventiva presentano due giornalisti alla giustizia

Hebron – Infopal
Le forze di sicurezza preventiva dell’Anp a Hebron, martedì sera, hanno portato i due giornalisti del canale satellitare al-Aqsa, Alaa at-Titi del campo profughi al-Arub, e Usaid al-Amarne del campo profughi ad-Dehesha, in tribunale. Contro di loro non ci sono capi di imputazione.

I parenti dei due giornalisti hanno riferito che la procura ha chiesto loro il pagamento12 mila shekel per ognuno, come cauzione per la scarcerazione – pagamento che è stato da essi rifiutato, chiedendo la liberazione dei loro cari senza condizioni. I familiari dei due prigionieri, infatti, sottolineano di non volere rendere i pagamenti "una pratica delle forze di sicurezza" anche in assenza. Insomma, in un business alle spalle di chi viene arrestato ingiustamente.

Le forze di sicurezza del presidente Mahmoud Abbas avevano sequestrato i due giornalisti nella città di Hebron, due settimane fa, durante la registrazione di un’intervista con la moglie del deputato rapito dagli israeliani, Hatem Qfesha.

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