Ismayl Haniyah: "La pace può essere solo il frutto della giustizia".

Il primo ministro dell’Autorità Palestinese Ismail Haniyeh evidenzia le basi per una pace esauriente

 

Tratto da Al-Ahram -settimanale online del 13-19 Aprile 2006 N°. 790

 

Mentre i palestinesi continuano il loro lungo e doloroso viaggio per la libertà e l’indipendenza, noi guardiamo al futuro con speranza ed ottimismo. In effetti, è questa speranza,  questa fede forte nella nostra giusta causa, che ci ha permesso di andare avanti per tutti questi anni e ci ha fatto resistere alla sofferenza e alla brutalità dell’occupazione militare israeliana perfida e disumanizzante.

 

Moltissimo tempo fa, la Palestina era la pacifica patria dei nativi mussulmani, cristiani ed ebrei che vivevano insieme in pace ed armonia, condividendo una storia ed una eredità comune. Infatti, solo successivamente all’imposizione del mandato britannico sulla Palestina, dopo la Prima Guerra mondiale, e quando le autorità colonialiste britanniche decisero di dare illegalmente la Palestina, la nostra patria ancestrale, al Sionismo, quella armonia inter-comunitaria e inter-religiosa fu disturbata.

 

Come risultato di quella ingiustizia gratuita, ci troviamo oggi prigionieri nella nostra stessa patria, schiavizzati e tormentati da un occupante illegale e immorale che tratta la nostra gente come figli di un Dio meno importante, se non come animali.

 

In effetti, la natura criminale di questa occupazione trascende la realtà. Le orribili scene di omicidi, di demolizione delle case, e l’umiliazione alla quale la nostra gente è sottomessa ogni singolo giorno, che le persone fuori dalla Palestina guardano sui loro schermi TV, non sono che una piccola parte di tutto quello che realmente accade sul campo.

 

Inutile dire, gli occupanti israeliani non starebbero a perpetrare i loro crimini contro persone inermi il cui unico “crimine” è quello di far continuare il loro desiderio di libertà e giustizia, se non fosse per l’apatia della comunità internazionale nei confronti della situazione critica della mia gente.

 

Dunque, io faccio un appello alla comunità internazionale perchè possa fare  pressioni sullo Stato israeliano affinché fermi l’oppressione sistematica e la persecuzione istituzionalizzata della mia gente.

 

Nonostante il profondo dolore e la profonda sofferenza, siamo sicuri che questa occupazione brutale della nostra gente e del mio paese finirà un giorno e le persone di questa terra potranno abitare di nuovo in pace e armonia.

 

Infatti, mi azzardo a dire che la pace in Palestina dovrebbe rimbombare in tutto il mondo, annunciando una nuova era di pace.

 

So che ci sono molte persone che malignamente e maliziosamente o forse perché ignorano, ci dipingono come bellicosi e oppositori della pace oltre ad essere sempre pronti alla violenza. Ma questo non è vero. Noi desideriamo ardentemente la pace così come qualsiasi altra persona, o forse più di chiunque altro, in quanto siamo noi le prime vittime della violenza e della guerra. La pace è un valore sublime senza la quale l’intera esperienza umana è carente di sostanza.

 

Comunque, affinché la pace sia reale, durevole e significativa, deve essere basata sulla giustizia.

 

Noi, la gente palestinese, stiamo seriamente cercando una pace genuina che provenga dai cuori, e chiediamo urgentemente alla comunità internazionale di aiutarci a realizzare questa pace in modo tale che i bambini in questa parte di mondo, bambini arabi ed ebrei, possano avere vite normali.

 

Per anni, l’amaro conflitto in questa terra torturata ha distrutto la vita degli individui, distrutto incalcolabili proprietà ed ha ucciso opportunità economiche. Le guerre generano odio e cattive volontà, ma la pace genera cooperazione e buona volontà. Nondimeno, permetteteci di restare senza illusioni. Le violenze continueranno fino a quando un solo gruppo di persone, intossicate dal loro potere politico e militare, sentiranno di avere il diritto di imporre il loro volere su un altro gruppo di persone, attraverso la prepotenza e la coercizione. Una “pace” così è uno stupro.

 

Inutile dire che, affinché una pace giusta si possa materializzare in Palestina, la comunità internazionale deve adottare un approccio onesto a questo conflitto. Diciamo così perchè siamo stanchi dell’ipocrisia della comunità internazionale e degli standard doppi quando si interagisce con le due parti in conflitto.

 

Inoltre, noi vorremmo sapere perchè la Nazioni Unite abbiano permesso a Israele di sorvolare ripetutamente sopra a più di 100 risoluzioni della stessa volte a terminare l’occupazione illegale nel mio paese? Ci sono due versione del diritto internazionale, una per i deboli e l’altra per i forti?

 

Israele è al di sopra del diritto internazionale? Israele ha diritto a un trattamento speciale da parte della comunità internazionale che gli permette di uccidere i nostri bambini nell’assoluta impunità, rubare la nostra terra nell’assoluta impunità, ed espellerci ai quattro angoli del mondo in assoluta impunità?

 

E’ ora che tutti gli uomini e le donne di coscienza e corrette parlino ad alta voce a sostegno della giustizia per i palestinesi. Abbiamo sofferto abbastanza, ed è ora di rivendicare la nostra usurpata libertà e dignità.

 

Non stiamo chiedendo l’impossibile. Stiamo soltanto sfidando la comunità mondiale ad essere fedele alla carta delle Nazioni Unite e alle convenzioni internazionali che proibiscono l’acquisizione della terra con la forza.

 

In breve, l’occupazione deve finire, e deve finire ora.

 

 

 

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