Israele, al-Aqsa e le punizioni collettive

Di Yara Hmoud. In seguito all’attacco a Gerusalemme di stamattina, Israele, dopo aver scaricato i mitra sui corpi degli assalitori, ha negato l’accesso alla moschea di al-Aqsa ai fedeli musulmani, cancellando così la preghiera del Venerdì, decisione che vede la sua prima messa in atto nel 1967.

La pratica delle punizioni collettive di Israele nei confronti della popolazione palestinese è cosa assai nota. Ma in questo caso, la punizione collettiva assume un aspetto particolarmente attraente per lo Stato d’Israele, il quale spinge da tempo sulle sue costruzioni storiche, secondo cui sotto la moschea di al-Aqsa vi sono i resti del tempio di Salomone, e quindi la volontà israeliana di riportarlo alla luce.

Finché Israele continuerà indisturbato la sua occupazione – illegale – in Palestina, la situazione non cambierà mai.

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