Israele costruisce una nuova barriera di superficie attorno alla Striscia di Gaza

Gaza-MEMO. Domenica, il ministero della Difesa israeliano ha annunciato di aver iniziato a costruire la parte superficiale della barriera intorno alla Striscia di Gaza.

Il ministero della Difesa, in una nota, ha dichiarato che la costruzione è iniziata giovedì.

“La barriera sarà lunga 65 chilometri e sarà alta sei metri, lungo il confine, partendo da Kerem Shalom a sud, e sarà collegata alla nuova barriera marittima che Israele sta costruendo”, ha aggiunto.

All’inizio di quest’anno, Israele aveva annunciato che la barriera navale progettata per bloccare ulteriormente la Striscia di Gaza è in via di conclusione, sette mesi dopo l’inizio della costruzione.

Secondo il ministero, la barriera di superficie “è parte della barriera intelligente sotterranea israeliana per rilevare i tunnel”.

“Il confine è unico e particolarmente adatto alle minacce provenienti dalla Striscia di Gaza e offrirà una soluzione globale per impedire l’ingresso in Israele”, ha affermato.

Nessun confine formale.

Questa nuova iniziativa sarà probabilmente vista come un ulteriore tentativo da parte di Israele di rafforzare il suo assedio sulla Striscia di Gaza, in corso dal 2007. Israele ha chiuso tutti i valichi, pedonali e commerciali, verso e dall’enclave, e ha costruito una “barriera di sicurezza” lungo la Green Line (armistizio del 1949) che funge da confine. Israele non ha mai formalmente dichiarato dove siano effettivamente i suoi confini, unico tra tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite. Un’area vietata di circa 300 metri è anche imposta sul lato della recinzione di Gaza, limitando l’accesso di molte famiglie ed agricoltori alle loro terre.

Israele ha anche imposto un blocco navale sulla Striscia di Gaza, che attualmente limita i pescatori di Gaza ad una distanza di tre miglia nautiche, circa 17 miglia in meno rispetto a quanto originariamente proposto dagli accordi di Oslo, all’inizio degli anni ’90. La scorsa estate, due navi appartenenti alla Freedom Flotilla hanno tentato di rompere il blocco navale, ma sono state intercettate dalle marina militare israeliana, ancora in acque internazionali. I membri dell’equipaggio della nave Al-Awda, la prima ad essere stata intercettata, hanno accusato le forze israeliane di violenza ed altri governi hanno affermato che le azioni di Israele hanno infranto il diritto internazionale.

L’impatto dell’embargo è grave. I settori industriali e commerciali di Gaza sono stati danneggiati, ed il divieto israeliano di importare carburante e gas ha portato a blackout elettrici e diffusa disoccupazione.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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