Israele demolirà 13 edifici palestinesi a Issawiya

Gerusalemme-Ma’an. Mercoledì, lo staff dell’amministrazione civile israeliana ha consegnato diversi ordini di demolizione nel quartiere palestinese di Issawiya, a Gerusalemme Est.

Muhammad Abu al-Hummus, membro di un comitato locale di monitoramento, ha dichiarato a Ma’an che membri dello staff dell’Amministrazione civile israeliana, scortati dalle forze militari, hanno invaso Issawiya e consegnato ordini di demolizione riguardanti 13 edifici di proprietà palestinese.

Gli ordini di demolizione sono stati emessi con il pretesto che gli edifici sono stati costruiti senza il permesso israeliano quasi impossibile da ottenere.

La maggior parte degli ordini riguardava edifici di proprietà palestinese, compresi edifici residenziali e culturali, costruiti da cinque a dodici anni fa.

Abu al-Hummus ha chiesto a organizzazioni e gruppi internazionali per i diritti umani di esercitare pressioni sull’amministrazione israeliana per approvare una petizione firmata dai residenti di Issawiya, al fine di permettere loro di costruire legalmente.

Israele usa il pretesto della “costruzione senza un permesso” per effettuare regolarmente demolizioni di case di proprietà palestinese.

Israele concede raramente ai palestinesi il permesso di costruire a Gerusalemme Est, anche se il comune di Gerusalemme ha affermato che, se paragonata alla popolazione ebraica, ricevono un numero molto basso di richieste di permessi da parte delle comunità palestinesi.

Secondo Daniel Seidemann, dell’ONG Terrestrial Jerusalem, “dal 1967, il governo di Israele si è impegnato direttamente nella costruzione di 55 mila unità [abitative] per gli israeliani a Gerusalemme Est. Dall’altro lato, meno di 600 unità sono state costruite per i palestinesi nella stessa area, l’ultima delle quali 40 anni fa. Questo numero è sufficiente affinché Barkat (il sindaco di Gerusalemme, Nir) giustifichi la sua affermazione ‘costruiamo per tutti'”.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

© Agenzia stampa Infopal
E' permessa la riproduzione previa citazione della fonte "Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it"