Israele e il furto di gas e petrolio dai giacimenti in Cisgiordania

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Maher Gneim, ministro palestinese per gli Affari coloniali e il Muro d’Apartheid dell'Anp

Ramallah – Wattan. Maher Ghunaym, ministro palestinese per gli Affari coloniali e il Muro d’Apartheid, ha rivelato la seguente notizia, appresa dall’Autorità palestinese (Anp) solo per mezzo degli enti internazionali: Israele, infatti, si astiene da fornire spiegazioni.

Israele ha avviato la perforazione per l’estrazione di gas e petrolio nell’area di Rantis (Ramallah), la più ricca nella zona, adiacente alla linea d’armistizio. Majd 5 è il nome del pozzo.

In un’intervista a Voce Palestina, il ministro ha spiegato che il pozzo in questione ha una capacità di un miliardo e mezzo di barili di petrolio e 182 miliardi di metri cubi di gas.

“Il giacimento si trova nei Territori palestinesi occupati nel 1967, in Cisgiordania, e i lavori di perforazione interessano anche la linea lungo le città di Qalqiliya e Ramallah.

“Tali perforazioni sono state avviate nel 1992 e, dopo aver prosciugato il pozzo Majd 5, tra il 2010 e il 2011, Israele ha messo in vendita il relativo lotto di terra. L’Anp è impegnata comunque a far valere i propri diritti su queste risorse”, ha garantito Ghunaym.

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