Israele e lo sfruttamento dei cani, armi d’intimidazione e di attacco contro i Palestinesi.

InvictaPalestina.org. Di Grazia Parolari. “I soldati entrarono e un cane mi attaccò e fece cadere mio figlio. Il cane mi afferrò al petto e pur riuscendo ad allontanarlo mi morse sulla coscia sinistra. Raccolsi tutte le mie forze e riuscii a respingerlo”.

Dalla testimonianza di Samaher Awad, sposata, con 4 figli piccoli, al rappresentante di B’TSelem, Abdel-Karim Sa’di, il 4 febbraio 2019: “Intorno alle quattro del mattino, le forze di sicurezza israeliane presero d’assalto la nostra casa. I soldati sfondarono la porta e quando mi svegliai a causa del rumore, nella mia camera da letto vidi un cane. Urlai, svegliando mio marito, che si alzò immediatamente e cercò di mandar via il cane. Il cane però lo morsicò alla mano destra, senza che i soldati, fermi sulla porta della camera da letto, facessero nulla per richiamarlo.

I soldati ci intimarono di non uscire di casa e alcuni minuti dopo se ne andarono. Passarono altri minuti, e poi sentimmo picchiare alla porta posteriore. Con mio figlio Karam di due anni stretto al petto e in lacrime, andai ad aprire la porta. I soldati entrarono e un cane mi attaccò e fece cadere mio figlio. Il cane mi afferrò al petto e pur riuscendo ad allontanarlo mi morse sulla coscia sinistra. Raccolsi tutte le mie forze e riuscii a respingerlo. Mentre accadeva tutto ciò, i soldati continuarono a guardare senza intervenire, nonostante mio marito li implorasse di richiamare il cane. Anzi, uno dei soldati disse qualcosa al cane in ebraico e questi mi attaccò nuovamente e afferrò la mia mano sinistra e la tenne finché non arrivò un altro soldato che lo richiamò. La mano iniziò a sanguinare copiosamente. Mio marito chiese ai soldati di medicarla, ma loro non fecero nulla”.

I fatti raccontati da Samaher Awad sono solo uno tra i tanti, troppi episodi che ormai da anni vedono protagonisti i famigerati (loro malgrado) cani in dotazione all’Israeli Occupation Force, in particolare alla divisione Oketz, specializzata proprio nell’addestramento e nell’utilizzo di cani come strumenti per contrastare il “terrorismo”.

Articolo di Gideon Levi sullo stesso argomento

La divisione nacque nel 1974, con soli 11 componenti, e la sua attività rimase segreta fino al 1988, quando prese apertamente parte all’occupazione del Libano meridionale. I cani utilizzati sono prevalentemente pastori tedeschi o malinois che ormai da più di 20 anni vengono forniti all’IOF da un addestratore olandese, Tonny Boeijen, proprietario e amministratore della compagnia Four Winds K9, nel Brabant. Boeijencompra i cani quando hanno circa dieci mesi, selezionandoli personalmente. Circa l’80% proviene dai Paesi Bassi, il resto dagli ex Paesi del blocco orientale. L’addestramento dura 4 o 5 mesi, e i cani vengono poi acquistati a un prezzo che può variare dai 1.000 ai 50.000 Eu, a seconda del tipo di addestramento. Solitamente Israele acquista i cani all’età di 2 o 3 mesi, presi in carico da un soldato che un paio di volte all’anno ne ritira una dozzina. Boeijen afferma senza problemi che il 90% dei cani in dotazione all’esercito israeliano proviene dal suo centro ma Israele, che peraltro non vuole confermare questo dato, non è il suo unico acquirente: i suoi cani vengono acquistati dalla polizia statunitense e finiscono anche  in Medio Oriente, ovvero in Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Iraq – Kurdistan, Bahrain.

Mentre lui non si pone alcun problema etico rispetto a chi e per che cosa i suoi cani sono utilizzati, non è così per Jasper Schoenmakers, proprietario di K10 Workingdogs e uno dei suoi principali concorrenti, il quale ha affermato di non fornire per principio i suoi cani a Israele. “Tre anni fa rifiutammo anche una richiesta dalla Siria, perché il regime usava i cani contro civili innocenti”, ha detto Schoenmakers. “Io la notte voglio dormire bene, senza rimorsi”.

Dichiara inveceTonny Boeijen: “Ci sono altre armi, e molto più letali, rispetto ai cani. Io non tifo per loro, ma non mi sento neppure responsabile se i miei cani mordono una persona innocente. Il mio motto è: non ti preoccupare, sii felice. Sono conosciuto in tutto il mondo e non temo la concorrenza, perché sono il migliore.”

Nel 2015, in un’intervista rilasciata alla giornalista Leonie van Nierop del quotidiano NRC Handelsblad, un soldato che aveva servito nella divisione Oketz raccontò in anonimato (per timore di ritorsioni) alcune delle esperienze vissute nei suoi tre anni di servizio ai posti di blocco nei Territori Occupati e nelle perquisizioni dei villaggi palestinesi.

Secondo l’ex soldato, l’esercito israeliano utilizza centinaia di cani. I migliori sono addestrati per diventare cani da pattuglia, ovvero per attaccare e anche mordere.

Durante le perquisizioni nei villaggi palestinesi, quando le persone vengono obbligate a uscire dalle case, i soldati fanno poi entrare i cani per controllare se c’è ancora qualcuno. “Se così è, i cani lo attaccano, ” ha raccontato l’ex-soldato. “Anche se è un vecchio o un bambino, perché il cane ha ricevuto un comando, e non può sapere se sta attaccando la persona giusta. Così se un cane morde, viene comunque ricompensato. Addestriamo i cani sul campo, in situazioni reali, usando ignare famiglie palestinesi. Ai check-point li facevamo salire nelle macchine con l’unico scopo di farli allenare, nascondendo prima dell’esplosivo nelle vetture. In tre anni il mio cane, che pure era uno dei migliori, non ha mai trovato dell’esplosivo che non fosse piazzato da noi. Nella base, ci esercitavamo con i cani indossando un giaccone speciale. E nonostante io amassi i cani, ero spesso spaventato, perché vedevo nei loro occhi la volontà di mordere. A volte andavamo di casa in casa con i cani non perché stessimo cercando qualcosa o qualcuno, ma per il semplice fatto che erano case di Palestinesi”.

La questione dei cani utilizzati come arma di attacco dall’IOF cominciò a trapelare nelle cronache nel marzo del 2012, quando l’esercito annunciò che gli stessi non sarebbero più stati usati per disperdere la folla dopo che un cane, lasciato intenzionalmente libero e senza museruola, morse al braccio il palestinese Ahmed Shatawi durante una manifestazione a Kafr Kaddum, vicino a Nablus. L’episodio venne catalogato come “errore professionale del soldato”.

Nel marzo del 2015 creò scalpore il video in cui si vedevano due cani inseguire, attaccare e mordere in diverse parti del corpo un ragazzino palestinese, Hamzeh Abu Hashem, 16 anni, di Beit Ummar, nel corso di un confronto tra giovani e soldati il giorno 23 dicembre 2014. Mentre i cani, incitati da uno dei soldati, attaccavano il ragazzino, un altro militare gridava: ”Chi è il pollo eh? Chi è il pollo? Chi ha paura? Bravissimo! Grande!”. Nonostante le grida di dolore e di paura di Hisham, i soldati richiamarono i cani solo dopo molto tempo, arrestando il ragazzo che restò poi in carcere per tre mesi. L’inchiesta effettuata da IOF stabilì che l’uso del cane era stato giustificato, ma non durante l’arresto, che avrebbe potuto essere eseguito con altri mezzi. L’uso dei cani venne tuttavia sospeso fino a che il protocollo per il loro utilizzo non fu modificato. Da allora i soldati, prima  di poter utilizzare i cani, hanno (teoricamente) bisogno del permesso del loro superiore.

Anche a seguito di questo fatto, nel novembre dello stesso anno Shawan Jabarin, presidente dell’Organizzazione palestinese per i Diritti Umani Al-Haq, scrisse una lettera al Ministro degli Esteri olandese Koenders e a quello della Cooperazione e Commercio Ploumen nella quale chiedeva loro di vietare l’esportazione dei cani “da guerra” verso Israele con le seguenti motivazioni:

  • L’uso deliberato di cani contro civili è una misura d’intimidazione vietata dall’articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra, costituendo una violazione del divieto di utilizzare come mezzo di minaccia trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti;
  • ai sensi dell’articolo 147 della Quarta Convenzione di Ginevra e dell’articolo 8 dello Statuto della Corte Penale Internazionale, nel contesto dell’occupazione israeliana l’utilizzo di cani per assalire e ferire gli occupati potrebbe essere configurato come un crimine di guerra. Tutti coloro che sono a conoscenza dell’uso dei cani come mezzo per portare a termine tale crimine, in questo caso i membri del governo olandese, le società olandesi e i dirigenti aziendali che trasferiscono o facilitano il trasferimento dei cani in Israele, possono conseguentemente essere ritenuti responsabili di aiuto e favoreggiamento a crimini di guerra”.

Il governo olandese venne quindi chiamato anche a “regolamentare, investigare, perseguire e punire le attività aziendali che favoriscono i crimini di guerra così come stabilito dalla Quarta Convenzione di Ginevra e affermato dai Principi guida delle Nazioni Unite riguardanti imprese e diritti umani e dalle Linee guida dell’OCSE per le imprese multinazionali.”

Ad Al Haq si affiancò, nel gennaio del 2016, Palestinian Animal League, Organizzazione palestinese che si occupa di diritti animali, che unitamente ad Al Haq raccolse e consegnò al console olandese a Ramallah oltre 3.000 firme a sostegno della richiesta.

Il ministro Lilianne Ploumen rispose affermando che il governo avrebbe voluto limitare l’esportazione di cani olandesi in Israele, ma che secondo le norme UE non era autorizzato a farlo e dichiarò ai membri del Parlamento, con una lettera datata 9 febbraio, di non vedere possibilità legali per frenare tale esportazione. Ploumen aveva infatti chiesto all’Ufficio Legale della Commissione europea se i cani potessero essere inseriti nelle “merci a duplice uso”, ovvero merci che possono essere usate sia a scopi militari che civili e che come tali sono normate da uno speciale regolamento che consente, anche solo a un singolo Stato e in determinate circostanze, di vietarne l’esportazione. La Commissione Europea respinse tale richiesta continuando a considerare i cani, anche d’attacco, come aventi uno scopo civile, se pure accompagnati da soldati.

Peraltro, mentre secondo le regole della polizia olandese un cane “da servizio” è un “mezzo di violenza”, esattamente come il bastone, lo spray al peperoncino e le armi da fuoco, anche la dogana olandese non fa distinzioni tra cani. “Un cane è un cane. Indipendentemente dal fatto che possa avere utilizzi diversi, rientra nel regime di esportazione degli animali domestici “, aveva allora dichiarato un portavoce del Ministero delle Finanze.

Nel suo intervento, Ploumen dichiarò anche che la società fornitrice dei cani sarebbe stata richiamata all’applicazione delle linee guida internazionali sulla responsabilità sociale delle imprese e quindi obbligata a informarsi su come i cani da essa venduti venivano utilizzati dagli acquirenti.

Nel giugno dello stesso anno, Four Winds K9 dichiarò che non avrebbe più fornito cani da attacco a IOF, ma solo cani da ricerca, sostenendo che non “avevano mai voluto violare i diritti umani”.

Che l’esportazione di tali cani sia veramente cessata o no, o che, come affermato da FWK9, ora Israele acquisti solo cuccioli che addestra personalmente, non ne è però sicuramente cessato l’uso anzi, Israele è diventato esso stesso fornitore ed esportatore di “cani da guerra”, come dimostra l’acquisto da parte del governo indiano di 30 cani (d’attacco , da ricerca e da inseguimento) addestrati da IOF, così come riportato nell’agosto  2017 dal giornale Telegraph India. IOF collabora anche attivamente con il centro di addestramento della Polizia Indo Tibetana di Frontiera.

Per tutto il corso del 2018 e del 2019 organizzazioni come B’Tselem (che ha stilato uno specifico rapporto) e Breaking The Silence hanno continuato a denunciare casi di civili palestinesi attaccati da cani dell’IOF, pratica ormai definita “normale” da BTS.

Assistito dall’avvocatessa Liesbeth Zegveld, lo scorso anno Hamzeh Abu Hashem, il ragazzino attaccato e morso dai cani a Beit Ummar nel dicembre del 2014, ha citato in giudizio Four Winds K9 in quanto fornitore dei cani autori dell’attacco, e quindi responsabile dei danni da lui subiti. Liesbeth Zegveld aveva fissato in 13.500 dollari l’ammontare del risarcimento per i danni fisici, ma soprattutto psichici, subiti dal suo cliente. “Hamzeh è rimasto profondamente traumatizzato da quell’attacco. Trema ogni volta che sente abbaiare un cane, ogni volta ha paura di addormentarsi perché spesso i soldati con i cani arrivano di notte e soffre di sonnambulismo”.

Nonostante Boeijen abbia affermato e continui ad affermare di non essere responsabile per come IOF utilizza i cani da lui forniti, nell’ottobre del 2018, dopo un iniziale rifiuto, Four Winds K9 ha accettato di pagare ad Hamzeh una somma dall’ammontare non dichiarato come ”gesto di buona volontà”.

Rimane inevasa la nuovamente reiterata richiesta, da parte degli avvocati di Hisham, di rendere impossibile alla ditta olandese la fornitura di cani all’esercito israeliano. Ma l’accordo tra Abu Hashem e Four Winds K9 significa che nessun tribunale deciderà su tale istanza.

Rimane inalterata la realtà di civili inermi terrorizzati, intimiditi , attaccati, feriti e traumatizzati da cani utilizzati sempre più spesso come armi da attacco.

Rimane immutata la tragica realtà dei cani, esseri senzienti (così come, se ancora ce ne fosse stato bisogno, il Trattato di Lisbona del 2007, articolo 13, ha ufficialmente definito gli Altri Animali), sfruttati e abusati contro la loro volontà, trattati e considerati come merce, ignorati nella loro individualità di esseri che hanno diritto, esattamente come i Palestinesi che vengono addestrati e istigati ad attaccare, a una vita libera e degna.

“Tutte le forme di violenza sono interconnesse e la questione dei diritti degli animali fa parte del processo di liberazione della nostra terra e della lotta per i diritti umani”. Ahlam Tarayra, Palestinian Animal League.

 

Fonti:

https://www.haaretz.com/.premium-idf-to-scale-down-use-of-dogs-against-protesters-1.5178839

https://www.haaretz.com/.premium-idf-commander-temporarily-halts-use-of-dogs-in-west-bank-1.5332817

https://www.haaretz.com/opinion/.premium-army-s-use-of-dogs-is-cruel-1.5332231

https://www.nrc.nl/nieuws/2015/10/26/zijn-honden-wapens-ja-als-ze-bijten-1549722-a1268035https://www.nrc.nl/nieuws/2015/10/26/nederlandse-honden-in-dienst-van-leger-israel-a1412039

https://www.dutchnews.nl/news/2015/10/dutch-dogs-used-by-israeli-army-in-occupied-territories/

https://www.worldbulletin.net/palestine/israel-used-dutch-dogs-to-terrorize-palestinians-h166819.html

http://www.alhaq.org/advocacy/targets/european-union/987-re-the-export-of-dutch-service-dogs-to-israel

https://www.middleeastmonitor.com/20160121-3000-rights-groups-to-ask-holland-to-stop-exporting-dogs-to-israel/

https://euobserver.com/foreign/132209

https://www.nrc.nl/nieuws/2016/06/28/mensenrechtennederlands-bedrijf-levert-geen-dienst-2952447-a1504227

https://pal.ps/en/2016/07/05/victory-there-will-be-no-more-dogs-of-war/

http://identitejuive.com/la-journee-mondiale-des-chiens-au-service-de-la-securite-en-israel/

https://www.telegraphindia.com/india/israeli-dogs-for-pm-security/cid/1521297

http://english.pnn.ps/2018/02/19/btselem-israeli-army-brutally-using-dutch-dogs-to-attack-palestinian-civilians/

https://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Palestinian-stone-thrower-bitten-by-Israeli-army-dog-sues-Dutch-breeder-543497

https://www.btselem.org/routine_founded_on_violence/20180613_soldiers_set_dogs_palestinians_in_jenin_refugee_camp

https://electronicintifada.net/blogs/adri-nieuwhof/dutch-supplier-israeli-attack-dogs-compensates-palestinian-victim

https://imemc.org/article/palestinian-recounts-brutal-israeli-dog-attack-i-bled-for-two-and-a-half-hours-video/

https://www.invictapalestina.org/archives/35573

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