Israele ha emesso 1658 ordini di detenzione amministrativa nel corso del 2016

430042192Ramallah – Quds Press. Dati riguardanti i diritti dei Palestinesi dimostrano che le autorità israeliane hanno emesso, nel corso del 2016, circa 1658 ordini di detenzione amministrativa, la maggior parte dei quali “consistente nel rinnovo della detenzione precedentemente ordinata da tribunali fittizi”.

Il Centro Studi “Prigionieri di Palestina” (una ONG per i diritti umani), sostiene che gli ordini di detenzione amministrativa emessi nel 2016 sono aumentai del 30% rispetto al 2015.

In una dichiarazione rilasciata mercoledì 4 gennaio, tale ONG ha sostenuto che le autorità israeliane hanno rinnovato 1070 ordini di detenzione amministrativa per ulteriori periodi di 2-6 mesi, e hanno emesso 588 nuovi ordini di detenzione.

Inoltre, il Rapporto sui diritti dei Palestinesi ha evidenziato che la città di Hebron (Khalil, a sud di Gerusalemme) detiene il primato degli ordini di detenzione amministrativa con  576 provvedimenti  (ossia il 34 per cento del totale), seguita da Ramallah.

Il rapporto ha altresì osservato che 20 ordini detenzione amministrativa sono stati emessi nei confronti di minorenni palestinesi, di cui 16 in Cisgiordania e quattro nella Gerusalemme Est occupata. Ad oggi, tre ragazzini si trovano ancora nelle carceri israeliane.

Il  Centro Studi evidenzia che la detenzione amministrativa è “un atto meramente politico ed  illegale, che le autorità israeliane utilizzano in maniera incontrollata”.

Secondo fonti che si occupano dei diritti umani in Palestina, le Autorità israeliane detengono, ad oggi, circa 7000 prigionieri palestinesi, 700 dei quali proprio con provvedimenti in detenzione amministrativa.

Israele ha infatti ampliato la casistica alla base degli arresti e della detenzione amministrativa di cittadini palestinesi, per tramutarla in una forma di punizione collettiva contro di loro, nel tentativo di sopprimere o ridurre la loro capacità di resistere. Tale forma di punizione “legale” viene usata contro tutto il popolo palestinese, indipendentemente dall’estrazione sociale dei prigionieri.

Come è facile immaginare, essa consiste nel detenere individui senza un termine preciso per la procedura legale e senza rivelare loro le imputazioni a loro carico poiché classificate come “segrete”. Tale procedimento impedisce ai detenuti di poter essere difesi in maniera efficace dai propri avvocati.

Questo tipo peculiare di custodia cautelare è particolarmente usata da Israele nei Territori Palestinesi contro i militanti  che non hanno commesso reato alcuno, per consentire all’Intelligence di poterli detenere senza fornirgli spiegazioni, qualora essi fossero avvertiti come pericolosi per la sicurezza nazionale.

In realtà, tale tipo di detenzione è nato ai tempi del Protettorato Britannico in Palestina, ed è stato poi successivamente rispolverato da Israele ai danni della popolazione palestinese in Cisgiordania ed a Gaza.

Traduzione di Maddalena Iaria

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