Israele espelle il relatore dell’ONU per i diritti umani, la condanna delle associazioni per i diritti umani.

 

Ramallah – Infopal. L’”Associazione indipendente per i diritti umani nei territori palestinesi” ha condannato il divieto posto dalle autorità di occupazione israeliane all’ingresso del prof. Richard Falk, relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Palestina. L’altro ieri, infatti, Falk è stato sequestrato all’aeroporto Ben Gurion e poi  rispedito indietro senza che potesse effettuare le indagini commissionategli dall’ONU.

In un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto una copia, l’associazione ha dichiarato che Falk intendeva effettuare un’indagine sulle violazioni israeliane delle leggi internazionali sui diritti umani e di quelle umanitarie, in particolare della IV Convenzione di Ginevra del 1949, che riguarda la protezione dei civili in tempo di guerra, e preparare un rapporto da presentare al Consiglio sui Diritti umani durante la X seduta nel prossimo marzo 2009.

Il comunicato ha precisato che Falk è stato espulso a seguito della dichiarazione in cui condannava la situazione in cui sono costretti a vivere i palestinesi nei territori occupati e definiva “illegale” l’assedio imposto da Israele sulla Striscia di Gaza. Falk aveva anche criticato il sostegno internazionale alla politica di punizione collettiva praticata dalle forze di occupazione israeliane contro i palestinesi, le uccisioni effettuate con il pretesto dei razzi artigianali lanciati dalla Striscia di Gaza, e aveva invitato le Nazioni Unite ad assumere il ruolo che compete loro: la protezione degli abitanti palestinesi.

 

Il comunicato ha invitato le Nazioni Unite a far tornare Falk nei territori palestinesi affinché possa monitorare e documentare la situazione dei diritti umani, i crimini israeliani e la violazione delle leggi internazionali. E ha lanciato un appello alla comunità internazionale e ai firmatari della IV Convenzione di Ginevra perché si muova velocemente per fermare le pratiche israeliane contro i cittadini palestinesi, a lavorare per mettere fine all’assedio e alla politica di punizione collettiva imposta dall’occupazione israeliana alla Striscia di Gaza.

 

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