Israele festeggia 40 anni di colonialismo

Nablus-MEMO. Duemila israeliani si sono riuniti giovedì per celebrare il 40° anniversario della colonia di Shiloh, a sud di Nablus, in Cisgiordania.

Alla celebrazione hanno partecipato il ministro dell’Agricoltura israeliano, Uri Ariel, membro del partito religioso-sionista della Casa Ebraica. Secondo Arutz Sheva, ha partecipato anche il capo del “Consiglio regionale di Binyamin”, di Israele, gruppo che controlla 42 delle colonie ed avamposti di Israele nella Cisgiordania occupata. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha inviato una lettera di congratulazioni ai coloni, sostenendo legami storici tra la Bibbia ed il Territorio palestinese occupato.

Uri Ariel ha una lunga storia di attività coloniali, ed in precedenza lavorava come capo del consiglio di Beit El, una colonia israeliana situata a nord-est di Ramallah. Ariel è anche stato segretario generale del consiglio di Yesha.

A luglio è emerso che Uri Ariel aveva precedentemente approvato piani per demolire Khan al-Ahmar, il villaggio beduino palestinese che sarà demolito. I piani, che furono sviluppati alla fine degli anni ’70, proponevano un “corridoio ebraico” di colonie da costruire su 110 mila  dunam (da 25 mila a 30 mila acri) di terra palestinese, compresi le cittadine di Hizme, Anata, al-Azariya e Abu Dis, nella periferia di Gerusalemme. Demolendoli, si aprirà la strada per l’espansione di due colonie – Ma’ale Adumim e Kfar Adumim – situate sulla strada tra Gerusalemme – Gerico.

Shiloh è stata una delle prime località, già nel 1974, prese di mira per la costruzione di colonie, dal Gush Emunim, il movimento coloniale ortodosso di destra che è salito alla ribalta sulla scia della guerra del 1973. Gush Emunim è stato successivamente sostituito dal consiglio di Yesha, al quale Uri Ariel si era precedentemente affiliato. Durante gli accordi di Oslo dei primi anni ’90, Shiloh venne identificato come un esempio di un’area che avrebbe dovuta essere restituita al controllo palestinese data l’alta densità di palestinesi che vi risiedono.

Il colonialismo in Cisgiordania è stato portato avanti come politica statale israeliana da quando ha occupato il Territorio nella Guerra dei Sei Giorni del 1967, insieme alla Striscia di Gaza, a Gerusalemme, alle Alture del Golan e alla penisola del Sinai. L’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem afferma che, a partire dalla fine del 2015, esistevano 127 colonie autorizzate dal governo in Cisgiordania (senza contare Gerusalemme est occupata e Hebron). Se combinati con i 100 avamposti non riconosciuti ed i 15 quartieri israeliani all’interno della municipalità di Gerusalemme, queste colonie sono abitate da circa mezzo milione di coloni.

Traduzione di F.H.L.

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