Israele introduce referendum su ritiro da Gerusalemme e Alture del Golan

An-Nasira (Nazareth) – Agenzie, InfoPal. Con 65 voti a favore e 33 contrari, ieri sera, 22 novembre, il Parlamento israeliano (Knesset) ha approvato un disegno di legge in cui si disciplina un referendum popolare avente per oggetto il divieto del ritiro dai Territori palestinesi occupati, compresa al-Quds ash-Sharqiyah (Gerusalemme est) e le Alture del Golan.

Il legislatore autore dell'ultimo episodio legale alla Knesset è Yarin Levin (Likud) il quale, nei casi in cui si presenti la questione sul ritiro, ha voluto mettere nei dettagli procedure e iter legali.

Levin propone che vi sia anzitutto l'approvazione da parte di 60 deputati della Knesset alla quale seguirà un referendum popolare.

Tuttavia, qualora si dovesse raggiungere 1/3 dei voti favorevoli (circa 80 deputati), Levin non prevede il ricorso al referendum.

Da parte sua, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu ha espresso la personale preferenza per il referendum perché con esso, “si sottrarrebbero le responsabilità politiche espresse con il voto”.

Le reazioni palestinesi sono pervenute dalla stessa Knesset: Jamal Zahalqah, deputato palestinese al Parlamento israeliano ha parlato di “invenzioni israeliane senza precedenti storici” mentre Sa'eb 'Erekat, a capo del dipartimento per i Negoziati dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha definito la proposta del referendum una “derisione della legislazione internazionale”.

Esistono, infatti, risoluzioni internazionali che, inequivocabilmente, dispongono il ritiro di Israele da Gerusalemme est e dai Territori palestinesi occupati nel 1967 come dalle Alture del Golan.

Con l'ultimo disegno di legge, qualunque accordo sulla cessione dei territori sarà sottoposto in Israele all'approvazione della Knesset e ad un referendum nazionale.

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