Israele rinnova la detenzione amministrativa all’85% dei detenuti palestinesi

Gerusalemme-Ma’an. Le autorità israeliane hanno rinnovato la detenzione amministrativa all’85 percento dei detenuti palestinesi che sono tenuti sotto questo tipo di pratica, secondo quanto ha affermato venerdì un gruppo per i diritti dei prigionieri.
Il Centro Studi per i Prigionieri ha affermato che almeno 75 dei 480 palestinesi bloccati nella detenzione senza processo hanno avuto le loro sentenze – che variano dai due ai sei mesi – rinnovate per la quarta volta consecutiva. 
La detenzione di 135 prigionieri è stata rinnovata per le terza volta di fila, mentre 190 palestinesi hanno ricevuto un rinnovo della sentenza per la secondo volta. 
La corte militare israeliana ha emesso 726 ordini di detenzione amministrativa soltanto nel 2015, comprese sentenze emesse per la prima volta e altre rinnovate, ha affermato il gruppo. Tra le sentenze, píù di 340 sono state emesse contro palestinesi di Hebron, distretto della Cisgiordania occupata. 
Riyad al-Ashqar, un portavoce del Centro Studi per Prigionieri, ha affermato che Israele mantiene i palestinesi come ostaggi politici, attraverso la politica di detenzione amministrativa.
La maggior parte dei detenuti di questo tipo di politica, che risale a prima del mandato britannico, sono trattenuti sotto prove segrete e non sono a conoscenza della ragione per le loro detenzioni, che possono essere rinnovate ad oltranza ogni sei mesi.
Nel 2012, oltre 2 mila prigionieri palestinesi sono entrati in sciopero della fame per protestare contro la detenzione amministrativa, uno degli unici mezzi disponibili ai palestinesi per sfidare tale politica. 
La scorsa settimana, il detenuto palestinese Muhammad Allan ha finito uno sciopero della fame di due mesi che aveva iniziato come protesta contro la sua detenzione senza processo. Una corte israeliana ha posto fine alla sua prigionia a causa del deterioramento della sua salute.
La detenzione amministrativa è legale, in base al diritto internazionale, solo in circostanze eccezionali, e la comunità internazionale e le organizzazioni per i diritti umani ne condannano l’uso eccessivo da parte israeliana.
Traduzione di F.H.L.

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